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Consales: “Era Saracino a gestire le assunzioni”. L'ex segretario: "Falso"

Nell'interrogatorio reso al pm, l'ex sindaco respinge l'accusa: "Lui aveva interlocuzione con politici di ogni parrocchia". Il giornalista: "Era Consales a chiedere di segnalare persone, successe anche al cantiere del lungomare"

BRINDISI – “Io non ho segnalato a Luca Screti alcun nominativo per le assunzioni nell’impianto di Cdr: lo ha fatto Cosimo Saracino”. Ma l’ex segretario, tirato in ballo da Mimmo Consales, respinge e svela che sarebbe stato l’ex sindaco a chiedergli di portare i curricula di alcuni disoccupati alla ditta che stava lavorando per la riqualificazione del lungomare Regina Margherita e che lui si sarebbe rifiutato.

Il pm Giuseppe De NozzaL’ex primo cittadino ha escluso ogni responsabilità rispetto all’ipotesi legata a segnalazioni di nominativi di persone da assumere alle dipendenze della società Nubile di Screti, nel periodo in cui la srl gestiva l’impianto di cdr di proprietà del Comune e il sito venne messo in esercizio, agli inizi di gennaio 2014. Ipotesi che il procuratore capo Marco Dinapoli e il sostituto Giuseppe De Nozza  contestano a Mimmo Consales nell’avviso di conclusione delle indagini, imbastito anche sulla base delle dichiarazioni rese dallo stesso Screti, ritenuto credibile a differenza dell’ex primo cittadino.

Consales è stato ascoltato una sola volta dai pm, il 29 aprile scorso, qualche giorno prima che il gip lo rimettesse in libertà accogliendo l’istanza presentata dal suo difensore, Massimo Manfreda, sulla base di esigenze cautelari ritenute cessate, sia pure con il parere “nettatamente contrario” della Procura che continuava invece a considerare pericolosa la scarcerazione del vecchio sindaco, tenuto conto del fatto che nonostante le dimissioni e l’allontanamento dal Pd, aveva mantenuto i contatti negli ambienti politico-elettorali. E le elezioni del 5 giugno (e del successivo ballottaggio) hanno costituito, a quanto pare, una preoccupazione dei pm.

L’interrogatorio, peraltro chiesto dagli stessi magistrati, è durato un paio d’ore e Consales ha prima di tutto precisato la natura dei rapporti esistenti con Screti: “Lui mi ha chiesto di sostenere la campagna elettorale”, si legge nel verbale.  “A me avrebbe fatto piacere una situazione di questo tipo, soprattutto perché una campagna elettorale comporta anche dei costi che nessun partito politico della coalizione si sarebbe fatto carico di assumersi”.

Il pm De Nozza, chiede se quel “lui” fosse riferito a Screti oppure ad altri: “Lui, Screti, si è offerto di dare un contributo per la campagna elettorale”. Di che tipo? “Dei soldi. Mi disse, non ti preoccupare che ti aiuto io, ma quel contributo non è arrivato in campagna elettorale”, sostiene Consales. La somma contestata, ritenuta risultato di un accordo corruttivo è pari a trentamila euro, con Screti che ha documentato i versamenti dal suo conto corrente personale da una banca di Ostuni, per raccogliere la provvista necessaria al pagamento, per un totale di 10-12mila euro. Che fine ha fatto, allora, quella somma? La verità di Consales è questa, su domanda del pm relativa al fatto che possa essere passata o meno nelle sue tasche: “E’ passata dopo con quello che lui (Screti, ndr) ha in qualche modo finanziato per le mie rate di Equitalia perché è stato lui a dirmi, dammi la possibilità di darti una mano”.

L’unica ammissione che Consales fa a proposito della vicenda Equitalia, per la quale è già sotto processo, è che si sia trattato di una storia “strana”: “Non è un debito personale, ma della società Nuova Idea che si riferisce agli anni ’80, di cui non ho mai fatto né l’amministratore, né il presidente e c’era un ricorso in Cassazione, si trattava di 300mila euro”. Poi aggiunge: “Ho collaborato in pieno ammettendo le mie responsabilità in riferimento alla vicenda del pagamento delle rate di Equitalia. Ovviamente non intendo assumermi le responsabilità di cose che non ho fatto perché non le ho commesse”.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlDa questo punto in poi, l’ex sindaco, respinge al mittente le accuse, non solo quella della presunta mazzetta, ma anche quella di aver segnalato a Screti persone da assumere alle dipendenze della Nubile srl: nel capo di imputazione ci sono sei nomi, anche se l’imprenditore sostiene che l’elenco sia stato più lungo. Di nomi Screti ne ha confermati venti al pm, quando gli è stata letta la lista.

Un’utilità anche questa che rafforza l’accusa di corruzione e la estende anche sotto il profilo temporale, perché la contestazione arriva sino al mese di ottobre 2015, quando l’Oga è stata commissariata.

Consales ammette di aver ricevuto il pubblico che spesso stazionava davanti all’ingresso di Palazzo Nervegna: “Il giovedì pomeriggio perché il Comune è aperto”, ha precisato. “Vero è che venivano a portarmi una montagna di curriculum, c’era il comitato dei disoccupati e sulla base di questo inizialmente, fino a quando c’è stato Cosimo Saracino, io i curricula li consegnavano a lui mentre ultimamente abbiamo codificato questo discorso, tanto è vero che nominai un consigliere comunale e abbiamo fatto un albo che è presente su internet”.

Saracino, giornalista pubblicista di Mesagne, è stato il segretario particolare di Consales, ha visto una “busta” piena di banconote arrivare al Nervegna e a chiedere di parlare con i pm, sino alla decisione di lasciare tutto perché quell’ambiente – si legge nel verbale non gli piaceva. In questo passaggio Consales lo nomina per la prima volta, per poi aprire una parentesi sull’interlocuzione con gli ex lavoratori di termomeccanica, con gli ex Evc. Ma non era questo il punto che interessava e interessa alla Procura.

“Lei quanti ne ha segnalati a Screti per l’assunzione?”. L’ex sindaco ne ricorda quattro-cinque, poi dice di non ricordare e gli viene letto l’elenco, per affermare alla fine: “Non sono neanche cinque”. Il pm chiede: “Li ha segnalati lei personalmente?” Risposta secca: “No, Saracino”. E ancora: “Assolutamente sì”.

“Io non so – dice ancora – se li avete presi nei documenti sequestrati a Saracino, io consegnati tutto a lui, curriculum, tutto”. Né mai sulle assunzioni, secondo Consales, ci sarebbe stata discussione con Screti: “Lui diceva sempre che tanto doveva fare un sacco di assunzioni, poi come le vede, di gente della mia città ne ha fatte pochissime, almeno per quello che so io, poi non so se avete riscontro”. All’epoca però secondo l’ex sindaco, l’imprenditore ripeteva sempre la stessa cosa: “Devo fare un sacco di assunzioni e vedrai che ritorno politico avrai anche tu. Il problema di fondo, però, è che non capisco, del resto questa cosa meglio di me potrà dirgliela Saracino perché l’ha gestita lui questa vicenda, per cui ricordo che noi abbiamo dato tre nominativi, poi se ne ha aggiunto uno lui, ma è all’oscuro da me. Poi tre, cinque, otto, cambia poco voglio dire, le avrei detto abbiamo segnalato dieci persone, quindici. Non ho idea chi li ha segnalati. Lui aveva una interlocuzione politica con personaggi di tutte le parrocchie”.

Cosimo SaracinoSaracino, ancora indagato, alla presenza dei suoi difensori Carmelo Molfetta e Ladislao Massari, ha dato la sua versione dei fatti: “Al Comune venivano persone che dicevano io voglio lavorare lì e spesso lasciavano il curriculum. E io qualche volta ho avuto indicazione da parte del sindaco che diceva porta questi e con difficoltà l’ho fatto perché non volevo che si mettesse in evidenza questo rapporto diretto con le aziende”.

“L’input era di Consales. Io ricordo la cosa del lungomare cioè della ditta che stava lavorando sul lungomare e che non era nemmeno di Brindisi perché c’era gente che aveva bisogno di fare il facchino”. A domanda precisa se effettivamente le segnalazioni Saracino le ha fatte o meno, l’ex segretario ha risposto: “No, non ho accolto questo input, fatta eccezione per un poveretto con i capelli bianchi che stava sempre al Comune perché mi toglieva la vita”.

Saracino ha negato di aver segnalato persone dopo che si è dimesso dall’incarico: “Dal 4 dicembre 2013, le volte che sono venuto a Brindisi sono state contate perché ho difficoltà serie a venire qui, per non incrociare sguardi, non vedere persone e non sentire nessuno. Sono venuto qui le volte che mi avete chiamato voi (della Procura, ndr)”.

L’ultima il 9 giugno scorso.

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