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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Consales, la Procura in appello: “Concussione per il pagamento del debito con Equitalia”

Ricorso del pm Giuseppe De Nozza dopo l’assoluzione dell’ex sindaco assieme all’ex direttore della filiale di Brindisi perché il fatto non sussiste

BRINDISI – Concussione per l’ex sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, dietro al pagamento delle rate del debito personale con Equitalia pari a 315mila euro. E non violazione delle disposizioni in materia di riciclaggio. La Procura ha confermato l’accusa iniziale nei confronti dell’ex primo cittadino e ha proposto appello contro l’assoluzione arrivata al termine del processo in Tribunale.

Il ricorso in Appello

Il pm Giuseppe De NozzaIl pubblico ministero Giuseppe De Nozza ha ribadito l’impostazione e, nei motivi del ricorso, è tornato a chiedere la condanna alla pena di sei anni e dieci mesi di reclusione per Consales, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda, a sua volta in appello per ottenere l’assoluzione dall’accusa di abuso d’ufficio, la sola riconosciuta dal Tribunale con condanna a un anno e dieci mesi.

La data della prima udienza del processo di secondo grado deve ancora essere notificata alle parti, ma al ricorso del pm di Brindisi ha fatto riferimento il procuratore generale della Corte di Appello di Lecce, Antonio Maruccia, nella relazione presentata all’assemblea generale della Corte sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2017.

La relazione del procuratore generale Maruccia

“Particolare rilievo assume il procedimento penale a carico di Cosimo Consales, ex sindaco della città di

Brindisi, accusato e condannato per abuso in atti d'ufficio in relazione ad un fatto commesso nell'esercizio delle sue funzioni di sindaco e nei giorni iniziali del suo mandato”, si legge nel capitolo della relazione dedicata ai reati contro la Pubblica Amministrazione. “Trattasi di abuso per conflitto di interessi, consistito nell'affidamento in appalto ad una sua società di comunicazione dei servizi di comunicazione interna ed esterna del Comune di Brindisi”. Era il filone legato alla vicenda scaturita dall’assegnazione in favore della News sas della gestione dei servizi di rassegna stampa e call center in favore del Comune di Brindisi. Dopo l’elezione, il giornalista aveva ceduto le proprie quote, ma secondo l’accusa, la società era pur sempre a lui riconducibile.

L’accusa di concussione

“Il pubblico ufficiale era, altresì, accusato di concussione, accusa dalla quale è stato assolto” dal Tribunale perché non è stata raggiunta la prova dell’abuso costrittivo contestato in concorso con l’ex direttore della filiale di Brindisi di Equitalia, Giuseppe Puzzovio”, per il quale il pm aveva chiesto la condanna a sei anni e otto mesi. Anche in questo caso la Procura ha proposto appello.

Puzzovio, stando al capo di imputazione, avrebbe messo a disposizione del neo sindaco, il proprio conto corrente per pagare una delle rate del debito personale.

Il film di Fantozzi ricordato dal pm

Secondo l’accusa, il dirigente doveva avere un interesse nella vicenda, posto che si è giocato la carriera e ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere”. Secondo De Nozza, in alcune circostanze, la storia del pagamento in contanti, ha assunto i contorni di una sceneggiatura cinematografica: “Mi ha ricordato un film di Fantozzi”. Perché tutti sapevano che non era possibile procedere con il pagamento in contanti. La concussione contestata a Consales, sempre il pm, è assimilabile alla “posizione di chi è accusato di essere mandante dell’omicidio e poi dice che non c’entra niente”.

Il Tribunale ha ripercorso le tappe della storia legata alla rateizzazione del debito di Consales, all’indomani della vittoria alle elezioni con il centrosinistra.

L’arresto ai domiciliari

L’Amministrazione cadde per mano della Procura il 6 febbraio 2016, quando il sindaco venne arrestato, ai domiciliari, assieme all’imprenditore Luca Screti, amministratore unico della Nubile, in carcere, con l’accusa di corruzione, mossa guardando all’aggiudicazione dell’appalto per la gestione dell’impianto di Cdr. Pende il processo con rito abbreviato condiziato, iniziato nelle scorse settimane.

L’inchiesta partì dalla vicenda Equitalia con l’obiettivo di accertare la provenienza delle provviste di denaro di cui Consales avrebbe avuto la disponibilità per pagare i ratei del debito. Screti ammise di aver versato circa 30mila euro all’ex sindaco, confermando il pagamento di mazzette che Consales continua a escludere sostenendo che si trattò di un contributo per la sua campagna elettorale. Peraltro neppure chiesto, ma offerto. In ogni caso, il pm ha chiesto il processo per entrambi.

Il debito verso Equitalia

Il punto di partenza è il seguente: “Nel mese di luglio 2012, subito dopo l’elezione a sindaco di Brindisi, Consales era debitore – come persona fisica – di 315.354,04 euro nei confronti di Equitalia Sud spa, già iscritto a ruolo ed immediatamente esigibile. Quel debito su oggetto di istanza di rateazione a firma dello stesso Consales, depositata presso la sede di Equitalia il 17 luglio e accolta dal direttore pro tempore della sede di Brindisi, Giuseppe Puzzovio il 27 successivo”. Il debito “avrebbe dovuto essere estinto in 72 rate a partire da agosto e la prima doveva essere pagata entro il 24 agosto, per 6.628,48 euro, le successive ammontavano all’importo mensile di 4.500 euro circa”. Il Tribunale sostiene che dall’esame della documentazione prodotta al dibattimento, “Consales non aveva provveduto a versare le rate in scadenza il 24 agosto e il 24 settembre, senza che ci fosse stata la decadenza dal beneficio della rateizzazione”.

Cosa successe, invece? Il 26 settembre 2012 ci fu il primo pagamento con assegno circolare emesso dal Banco di Napoli, non versato da Consales, “ma da tale Angelo Bartolotti, all’epoca funzionario apicale di Equitalia”.

Gli assegni

consales e manfreda in aula tribunale-2Il 23 novembre, Consales, “questa volta personalmente, rilasciò due assegni circolare emessi dalla Banca popolare pugliese per complessivi 9.250 euro, riferibili alle rate scadute di settembre e ottobre. Il rateo scaduto il 24 novembre venne pagato solo il primo marzo dell’anno successivo con assegno emesso dalla Popolare di Bari su richiesta di Alfredo Longo, altro dipendente Equitalia di Brindisi, con distanza che presentava in apparenza la sottoscrizione di Consales”. Ancora: “il 4 giugno 2013 venne pagata la rata del mese di dicembre 2012 con assegno di 4.500 euro emesso dal Banco di Napoli e spiccato sul conto corrente di Puzzovio, il quale a gennaio 2013 venne trasferito a Bari”.

I giudici hanno ricordato che “tali elementi indussero il sospetto che alcuni funzionari Equitalia, tutti incaricati di pubblico servizio, avessero inteso favorire Consales”, di fatto violando la normativa antiriciclaggio. Per quale motivo? “Astrattamente si può ipotizzare che abbiano agito per cortesia e riguardo istituzionale nei confronti del sindaco oppure dietro la dazione o la promessa di qualche utilità da parte di Consales o ancora perché costretti o indotti da quest’ultimo”.

Le conclusioni

Secondo il pm, l’ex sindaco e Puzzovio “abusando dei poteri conferiti dalla legge costringevano con minaccia anche implicita i dipendenti”, compreso Leonardo Cofano. Le condotte concussive sono state contestate da luglio 2012 a giugno 2013, subendo – ha scritto il Tribunale “gli effetti delle modifiche apportate dalla legge”. Tutti i funzionari Equitalia sono stati ascoltati e citati come testimoni, da qui la valutazione sull’attendibilità delle dichiarazioni rese in udienza. Il pm ha “escluso che nelle condotte dei tre considerati destinatari degli abusi costrittivi posti in essere dai due imputati, potesse ravvisarsi il perseguimento di un vantaggio o di un interesse personale, immediato o futuro”.

Per il Tribunale, “all’esito della valutazione dell’intero compendio probatorio, si evidenza che la porta certa di tale abuso non è stata raggiunta, il che porta a escludere che la contestazione possa essere qualifica anche come estorsione aggravata dall’abuso di poteri”.

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