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Consales lunedì si dimette. "L'intreccio con Nubile andato avanti fino a dicembre"

Mimmo Consales lunedì prossimo potrebbe rassegnare le dimissioni da sindaco di Brindisi. L'indiscrezione è trapelata in mattinata, mentre in procura venivano forniti i particolari sull'inchiesta culminata nel terremoto giudiziario che all'alba si è abbattuto sulla città, con l'esecuzione di un' ordinanza di custodia cautelare a carico dello stesso Consales

BRINDISI – Mimmo Consales lunedì prossimo potrebbe rassegnare le dimissioni da sindaco di Brindisi. L’indiscrezione è trapelata in mattinata, mentre in procura venivano forniti i particolari sull’inchiesta culminata nel terremoto giudiziario che all’alba si è abbattuto sulla città, con l'esecuzione di un' ordinanza di custodia cautelare a carico dello stesso Consales, dell’ex responsabile dell’ufficio amministrativo della Nubile Srl, il commercialista leccese Massimo Vergara, e dell’ex amministratore della Nubile Luca Screti (i primi due sono reclusi in regime di domiciliari, il terzo è in carcere). Nei confronti della Nubile è stata chiesta anche la misura interdittiva. 

Le accuse contestate sono a vario titolo di concorso in corruzione continuata, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata ai danni delle pubbliche Il procuratore Marco Dinapoli-3amministrazioni e gestione abusiva di discarica. Il procuratore di Brindisi Marco Dinapoli ha illustrato nel corso della conferenza stampa l’evoluzione dell’inchiesta condotta dai poliziotti della Digos di Brindisi, sotto la direzione dei pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani. Gli inquirenti non hanno fatto ricorso a intercettazioni telefoniche. Si sono affidati ai controlli sui tabulati telefonici e al monitoraggio della movimentazione di denaro sui conti correnti per dare un riscontro oggettivo alle dichiarazioni rese da persone informate sui fatti (a destra, Marco Dinapoli).

Il procedimento è nato da una costola di un'inchiesta sfociata poi nel rinvio a giudizio dello stesso Consales e di altri soggetti: quella sulla proroga all’agenzia News, di cui Consales era amministratore fino al momento del suo ingresso in politica, del servizio di ufficio stampa per conto del Comune di Brindisi. Gli agenti della Digos, all’epoca dei fatti diretti dal vicequestore Vincenzo Zingaro, già impegnati in altre indagini sui rifiuti, appurarono che Consales aveva un’esposizione debitoria di oltre 300mila euro con il Fisco. Da un’analisi dei documenti e della movimentazione bancaria emerse in particolare che il primo cittadino aveva concordato con Equitalia, società di riscossione crediti, una rateizzazione del debito. Ma il fatto anomalo è che una rata da 6mila euro arrivò in contanti alla sede brindisina di Equitalia (e anche per questa vicenda Consales è finito sotto processo, insieme al direttore dell’epoca dell'agenzia di Equitalia del capoluogo).

IL PM GIUSEPPE DE NOZZA E SAVINA TOSCANI-2Agli inquirenti allora venne il sospetto che questa modalità di pagamento potesse celare qualcosa di oscuro. Dinapoli ha infatti riferito che “sei rate sono state estinte con modalità opache, attraverso il sistema di indurre un dipendente di Equitalia a fare il versamento del denaro contante sul proprio conto corrente”. Già, perché la legge non autorizza il pagamento in banconote di importi superiori ai mille euro (A sinistra, Giuseppe De Nozza e Savina Toscani).

A quel punto, il passo successivo fu quello di fare un accertamento sul conto corrente di Consales, dove erano state registrate delle operazioni che comunque non giustificavano il pagamento delle rate. Da dove provenivano allora quei soldi? Per dare una risposta a questa domanda, Vincenzo Zingaro e i suoi uomini avviarono una nuova indagine per ricettazione o riciclaggio. Nell’ottobre del 2013, i poliziotti ottengono un mandato per effettuare delle perquisizioni presso le abitazioni e gli uffici delle persone sospettate, con contestuale notifica di informazione di garanzia a Consales, Screti e Vergara. Da quel momento, guarda caso, cessano i pagamenti a Equitalia con le modalità definite “opache” da Dinapoli.

Consales nell'auto della Digos mentre esce da Palazzo Nervegna-3Ma gli inquirenti come ci erano arrivati a Screti? Il procuratore ha spiegato che durante le indagini era emersa una certa vicinanza fra Screti e Consales. La Nubile  nel 2012 si era aggiudicata il bando di gara per la gestione dell’impianto di Cdr situato sulla strada per Pandi e della discarica comunale di Autigno. Ma qual era il legame fra Screti e il sindaco? A fare da ponte fra i due pare sia stato Massimo Vergara, che secondo Dinapoli era l’”adiectus soluzionis causa”. In buona sostanza, Vergari dava a Consales (in alcuni casi direttamente a lui, in altri a una persona che faceva parte dell’ufficio di segreteria del sindaco) i soldi per estinguere le rate del debito (a destra, Consales nell'auto della Digos).

Da quanto appurato dalla Digos, vi sarebbero stati almeno sei scambi di denaro per un importo complessivo pari a 30mila euro. L’ultima presunta tangente incamerata da Consales risale all’ottobre del 2013, un mese prima delle perquisizioni. Ipotizzando che quelli fossero soldi della Nubile, gli inquirenti sono andati alla ricerca di contatti diretti fra l’ex giornalista (Consales era stato corrispondente dell’Ansa nella provincia di Brindisi prima di tuffarsi nell’agone elettorale) e Screti, scoprendo che i due si erano incontrati in sedi non istituzionali e in tali incontri Consales avrebbe portato dei documenti riguardanti la messa in funzione dell’impianto di Cdr. E non poteva non destare sospetto il fatto che il progetto di revamping (ammodernamento) del sito trovato nei pc della Nubile fosse uguale a quello che il Comune aveva inoltrato alla Regione per sottoporlo a procedura di Via (valutazione di impatto ambientale).

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlTutto ciò faceva pensare alla sussistenza di un sodalizio che agiva non per il bene della comunità, ma per quello dei singoli individui che vi facevano parte. Per comprendere bene questo passaggio e capire per quale motivo il presunto intreccio Nubile-Consales si sia ripercosso negativamente sull’interesse collettivo occorre un breve focus sul famigerato impianto di Cdr. Progettato nel 2011, lo stabilimento non entrò in funzione fino al novembre del 2013, quando Consales, attraverso un’ordinanza contingibile e urgente, autorizzò la Nubile ad avviare la produzione (a sinistra, Luca Screti).

Come accertato da un consulente nominato dalla Procura, si trattava di un impianto obsoleto rispetto alla tecnologia disponibile, con un grosso difetto che rendeva necessaria la procedura di revamping: il trattamento della frazione secca seguiva un binario diverso rispetto a quello della frazione umida, destinata alla discarica, nonostante la legge autorizzasse l'entrata in funzione solo di impianti a ciclo unico. Inoltre non erano state adottate delle misure per evitare emissioni sgradevoli e la Nubile non aveva depositato le fideiussioni.

L’amministrazione comunale, ad ogni modo, ravvisando la sussistenza di condizioni eccezionali e urgenti di tutela della salute pubblica previste all’articolo 91 del testo unico ambientale, diede il via libera all'apertura dell’impianto attraverso lo strumento dell’ordinanza sindacale. Ma secondo la procura, non sussistevano affatto quelle condizioni eccezionali ed urgenti fissate dalla legge e quindi l’avviamento di un impianto ridotto in quelle condizioni ha fatto sì che Nubile intascasse una tariffa “importante” (così l’ha definita Dinapoli) sui rifiuti trattati, di circa 100 euro a tonnellata (basti pensare che secondo la Procura la percentuale di rifiuto che andava in discarica, quindi con costi aggiuntivi per la comunità, era superiore di 4 volte rispetto al previsto, mentre il Cdr prodotto da Nubile era pari a un quarto di quello stabilito). (A destra, l'impianto di Cdr con i mezzi della Nubile)

Fra l’altro a una conclusione analoga giunse anche un consulente, il professore Notarnicola, al quale si rivolse l’Oga (Organo di governo d’ambito in L'impianto di Cdr gestito da Nubile-2cui sono rappresentati tutti i comuni della provincia di Brindisi) proprio per dirimere il contenzioso sulle tariffe in atto con la società di Screti. Ma Consales, a detta di Dinapoli, “non ha tenuto conto di queste circostanze e non ha revocato l’ordinanza”. Questa secondo gli inquirenti è la prova dell’asservimento delle pubbliche funzioni a un interesse privato. Perché “nel 2014 – dichiara ancora Dinapoli – Nubile ha conseguito un maggior lucro di oltre 3 milioni di euro”, mentre i comuni dell’Oga avrebbero subito un danno di oltre “500mila euro”. A pagare le conseguenze di questo sistema sarebbero stati soprattutto i cittadini, che hanno pagato dei tributi sul servizio di trattamento dei rifiuti maggiori rispetto a quello che sarebbe avvenuto se l’impianto fosse stato a norma.

Tutto questo, da quanto riferito da Dinapoli, spiega anche le emergenze rifiuti che si sono riproposte ciclicamente negli ultimi anni, con i sacchetti maleodoranti di spazzatura che si accumulavano sui marciapiedi, creando enormi disagi alla cittadinanza. “C’è stata una perdurante commistione di interessi – dichiara Dinapoli – fra Consales e Screti”, dimostrata anche dai 50mila euro che il comune di Brindisi ha sborsato lo scorso dicembre per pagare gli stipendi dei lavoratori ex Nubile.  “Non c’era alcuna motivazione – dichiara ancora Dinapoli – per quel pagamento”.

Ma la storia non finisce qui. Il procuratore ha spiegato che le indagini continuano e che non si possono escludere ulteriori sviluppi nei prossimi giorni. Perché si sospetta che altre persone siano coinvolte nell’intreccio perverso fra la pubblica amministrazione e gli interessi legati al settore dei rifiuti. 

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