Cronaca

Pianta farmacie Francavilla annullata dal Consiglio di Stato

La nuova pianta organica delle farmacie di Francavilla Fontana varata dalla giunta di centrodestra dell’ex sindaco Vincenzo Della Corte, poi ratificata anche dal consiglio comunale, va riformulata

FRANCAVILLA FONTANA - La nuova pianta organica delle farmacie di Francavilla Fontana varata dalla giunta di centrodestra dell’ex sindaco Vincenzo Della Corte, poi ratificata anche dal consiglio comunale, va riformulata. Così ha deciso il Consiglio di Stato con sentenza emessa lo scorso 16 giugno e depositata quest’oggi, che accoglie i ricorsi proposti da Maria Teresa Bungaro (titolare della Farmacia del Viale) e Francesco Cannalire (titolare della Farmacia Cannalire dott. Francesco).

I giudici della Terza Sezione del supremo organo di giustizia amministrativa hanno ribaltato il pronunciamento del Tar di Lecce, che respingeva invece i ricorsi con cui i due titolari di farmacie denunciavano gravi penalizzazioni ai loro danni a causa della nuova pianta organica. Secondo il Consiglio di Stato, la delibera Della Corte si fondava su un’istruttoria viziata da carenze e difetti tali da compromettere la fase di individuazione delle nuove farmacie, era perciò illegittima ed ogni atto assunto va annullato.

“Scritta finalmente la parola fine su questa brutta e controversa vicenda, procederemo ora a individuare le nuove farmacie ‘senza suggeritori’ con quelle modalità che in passato sono state completamente ignorate. E lo faremo presto, con atto di giunta, per recuperare il troppo tempo perso e lasciarci alle spalle una delle più brutte pagine della nostra storia politica recente”, promette il sindaco attuale, Maurizio Bruno.

Il Consiglio di Stato ha rilevato “ l’illegittimità della citata delibera di Giunta, siccome adottata in assenza di acquisizioni istruttorie complete ed aggiornate sulla realtà demografica del Comune.  E’ sufficiente, al riguardo, osservare che la relazione tecnica sulla cui base è stata deliberata la nuova pianta organica delle farmacie di Francavilla Fontana per un verso è stata acquisita formalmente in una data (19 aprile 2012) successiva a quella (17 aprile 2012) in cui si è riunita la Giunta e, per un altro, è stata redatta sulla base di dati urbanistici risalenti nel tempo, e, comunque, privi del necessario carattere dell’attualità, oltre che in difetto dell’acquisizione di dati anagrafici aggiornati”.

“Risulta, infatti, pacifico (in quanto oggettivamente emergente dal materiale istruttorio sulla cui base è stata assunta la sentenza del Tribunale penale di Brindisi n. 293 del 2016) che la relazione tecnica assunta peraltro erroneamente, in quanto non ancora formalizzata a quella data) a fondamento della delibera di Giunta in esame è stata redatta sulla base di uno strumento pianificatorio risalente (addirittura) agli anni ’70, con la conseguenza che la conformazione urbanistica formalmente conosciuta dall’organo che ha deliberato la contestata localizzazione delle nuove sedi farmaceutiche è risultata del tutto inattuale e, soprattutto, superata dalla più recente e documentata espansione edilizia del tessuto urbano (del tutto trascurata dalla giunta)”.

“Così come è emerso che, ancorché l’art.11, comma 2, d.l. cit. imponesse ai Comuni l’individuazione delle nuove sedi farmaceutiche “sulla base dei dati ISTAT sulla popolazione residente al 31 dicembre 2010”, la deliberazione contestata risulta assunta in difetto delle formali (e necessarie) conoscenza e considerazione delle predette informazioni demografiche. Non solo, ma la delibera in esame è stata assunta in difetto della formale acquisizione, prescritta dall’art.1, comma 2, legge 2 aprile 1968, n.475, dei pareri della ASL e dell’Ordine dei farmacisti competenti per territorio, sicché resta confermato il vizio di difetto di istruttoria, che, peraltro, si configura, nella specie, anche come violazione di legge, nella misura in cui l’adempimento istruttorio pretermesso è imposto dalla disposizione legislativa che regola il procedimento in esame”.

“L’omessa e tempestiva acquisizione degli avvisi obbligatori imposti dalla legge inficia, infatti, insanabilmente la deliberazione formalizzata dall’organo competente in mancanza del perfezionamento del relativo ed indefettibile segmento endoprocedimentale. Né i vizi così riscontrati a carico della delibera della Giunta Comunale di Francavilla Fontana n.230 del 2012 possono intendersi sanati dalla successiva (e conforme) determinazione assunta dal Consiglio Comunale (n.13 del 19 arile 2012), sia perché le medesime carenze istruttorie già rilevate risultano configurabili anche nei riguardi della deliberazione consiliare, sia, in ogni caso, perché, in base a un orientamento ormai consolidato (cfr. ex multis Cons. St., sez. III, 15 aprile 2014, n. 1828), la competenza alla revisione delle piante organiche delle farmacie spetta alla giunta (e non al Consiglio comunale)”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Pianta farmacie Francavilla annullata dal Consiglio di Stato

BrindisiReport è in caricamento