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I quattro blogger cegliesi in un fotomontaggio pubblicato sul blog Tribuna Libera

I quattro blogger cegliesi in un fotomontaggio pubblicato sul blog Tribuna Libera

"Consiglio monotematico sui blog diffamatori". La replica: "Si pensi ai veri problemi"

I blogger cegliesi replicano alla richiesta di convocazione di un consiglio comunale monotematico avanzata da sei consiglieri riguardo alle notizie, con relativi commenti, pubblicate sui rispettivi blog

CEGLIE MESSAPICA – Il problema di Ceglie Messapica, a quanto pare, sono i blogger. Questo almeno è quello che pensano sei consiglieri comunali che hanno presentato la richiesta di “convocazione urgente di una seduta del consiglio comunale monotematico per discutere di questa continua distorsione dell’informazione” e di altro ancora di cui sarebbero responsabili i gestori di quattro blog seguitissimi da cegliesi (e non solo).

Sul banco degli imputati (anche se non vengono mensionati esplicitamente nell’istanza) sono finiti: Stefano Menga di “Cronache e cronachette”, Domenico Biondi de “Il Diavoletto”, Francesco Monaco di “Tribuna Libera” e “Ahi Ceglie” di Mimmo Barletta. Secondo tre consiglieri della maggioranza (Cesare Epifani, Antonello Laveneziana e Riccardo Manfredi) e tre dell’opposizione (Giovanni Gianfreda, Marcello Antelmi e Angelo Perrino) i famigerati blogger sarebbero responsabili di un “sistematico attacco calunniatorio a cui viene esposto il consiglio comunale nella sua interezza e nei suoi singoli componenti, la giunta e il sindaco da parte di soggetti anonimi e non e da siti di sedicente natura politica”.

Per questo, “nello stigmatizzare questi attacchi ignobili, contrari alla verità, pregiudiziali e prevenuti e non sempre disinteressati, vere e proprie campagne di disinformazione lesive dell'immagine dei singoli esponenti delle istituzioni comunali ma anche dell'intera città”, si chiede  “a norma di Statuto e regolamento” la convocazione del consiglio comunale monotematico per discutere su "questa continua distorsione dell'informazione, sul degrado della discussione pubblica e politica, sul danno morale e materiale che queste pratiche provocano alla città, sulla sfiducia e sul distacco che ingenerano nei cittadini e nella loro partecipazione alla vita pubblica”.

Sono davvero gravi, insomma, le colpe di cui si sarebbero macchiati i quattro blogger. Talmente gravi da far riunire l’intero consiglio comunale. Ma alla resa dei conti, poi, cosa mai potrebbe decidere il consiglio? Una volta conclusa la discussione, che si fa? Si mettono al bando i blog? Potrebbe mai sortire qualche effetto concreto questa iniziativa?

Le reazioni dei blogger sono arrivate in mattinata.  Stefano Menga, sempre in prima linea sul fronte della cronaca, spiega che tutti i commenti vengono filtrati prima di essere pubblicati. “Quelli anonimi non offensivi – spiega Menga – vengono messi online”. “Di solito la convocazione di un consiglio comunale monotematico – prosegue Menga – la si fa su problematiche gravi o abbastanza serie. Mi chiedo se possa essere considerata grave la pubblicazione di un articolo o di un commento su un blog. Tutto ciò può arrecare alla città un danno tale da richiedere la convocazione di un consiglio comunale ad hoc?”. 

Domenico Biondi e Francesco Monaco hanno pubblicato stamani una nota congiunta in cui commentano con sarcasmo l’iniziativa dei sei consiglieri. “Quanto siamo stati sempliciotti e ingenui – scrivono i blogger -  a credere che i problemi da discutere in consiglio comunale fossero la sicurezza nelle campagne, il vertiginoso aumento delle tasse locali, le tante auto in fiamme, il crescente impoverimento della città certificato alcuni giorni fa, le attività commerciali e imprenditoriali in crisi (diverse delle quali stanno purtroppo chiudendo), la difficoltà di tante famiglie cegliesi ad arrivare alla fine del mese!”. 

“No – si legge ancora nella nota - tutto questo passa in secondo piano di fronte al problema dei blog e dei commenti. Quei blog che quotidianamente leggete e su cui discutete, anche nelle pagine Facebook, sono il male, ciò che avvelena la libertà dei cittadini. Se non ci fossero, staremmo improvvisamene tutti meglio. E, visto che i blog vivono della vostra partecipazione, in fondo anche voi non siete tanto buoni. Se i problemi della città non fossero così seri e urgenti, verrebbe da ridere di fronte a questa ‘notizia’”. 

Monaco e Biondi rimarcano inoltre che “a Ceglie di siti/blog ce ne sono tanti, tutti diversi e rappresentativi di tutte le ‘correnti di pensiero’: alle ultime elezioni ricordiamo che i quattro principali blog avevano preso tutti posizione per un candidato sindaco piuttosto che per un altro”.

I due blogger raffermano di non avere paura “del confronto, neanche di quello quotidiano con chi preferisce non firmarsi e che il più delle volte dall'anonimato attacca proprio i blog”. “Così come – proseguono i due - quando avanziamo considerazioni, apprezzamenti o critiche all'operato amministrativo noi gestori lo facciamo alla luce del sole. Anche noi bloggers possiamo sbagliare a volte, ci mancherebbe, e per questo pubblichiamo con risalto anche le precisazioni e le rettifiche di chi ritiene siano state scritte cose inesatte. Con correttezza e serietà, sempre che queste richieste di rettifica, o richiesta di cancellazione di commenti, ci giungano (è molto raro)”. 

Mimmo Barletta di “Ahi Ceglie” sostiene sul suo blog che “Ad essere lesivo dell’immagine delle istituzioni e dell’intera città non è il confronto delle idee e la libera critica, bensì un’amministrazione inefficiente, che non ha un progetto per la città; una maggioranza lacerata da beghe interne incomprensibili ai più; un’amministrazione che non fa nulla per tutelare la sicurezza dei cittadini”.

Barletta giudica la richiesta dei sei consiglieri “del tutto inutile e assolutamente priva di qualsiasi fondamento giuridico e politico”.” Non si capisce  - prosegue il  blogger - quale potrebbe essere l’esito di un consiglio comunale monotematico su tale argomento. I consiglieri di maggioranza pensano di approvare una delibera per imporre la censura?”.

“Pensano  - si chiede ancora Barletta - di imporre con un ordine del giorno il pensiero unico in cui tutti i cittadini sono obbligati a dire che va tutto bene? Pensano di reintrodurre l’ostracismo per chi non la pensa come loro? Vogliono velatamente lanciare messaggi poco rassicuranti agli animatori dei luoghi virtuali di discussione? Il Partito Democratico dice no a tutto questo” 

Nel ricordare il contenuto dell’articolo 21 della Costituzione, Barletta respinge ogni “forma di censura preventiva”. “Ricordiamo  - afferma Barletta - che la legge prevede già forme di tutela dell’onorabilità e della verità dei singoli e delle istituzioni nel caso in cui vi siano affermazioni menzognere e offensive, anche da parte di anonimi”.

Secondo Barletta  “chiedere un consiglio comunale su questo argomento è un modo per sviare l’attenzione dei cittadini dai reali problemi della Città. Vogliamo discutere di sicurezza dei cittadini; di come vengono dati gli incarichi esterni; di Pug; di come rilanciare l’economia di Ceglie; di come valorizzare il patrimonio artistico, archeologico e culturale della Città”.” Di questo – conclude il blogger - vogliamo discutere in consiglio comunale e nella città, non di come impedire ai cittadini di esprimere le proprie idee!”. 

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