Porto: bocciati i ricorsi di Cbs-Damarin, via libera al "Consorzio"

Il Consiglio di Stato dà ragione all'Autorità di Sistema portuale, respingendo le istanze di sospensione dell’ordine di sgombero delle aree date in concessione

BRINDISI - Con due ordinanze depositate oggi (venerdì 18 ottobre) il Consiglio di Stato, V Sezione, ha respinto le istanze con le quali le Società Cbs e Damarin, già dichiarate decadute per inadempimento dalle concessioni demaniali marittime che occupavano presso il porto di Brindisi, avevano chiesto di sospendere l’ordine di sgombero adottato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. E' stata fissata al 28 maggio 2020 la data dell'udienza per la trattazione del merito della causa. 

I Giudici di Palazzo Spada hanno dato ragione all’Autorità di Sistema Portuale, difesa dal dirigente avvocato interno Fulvio Mezzina, e hanno condiviso le argomentazioni dell’ente pubblico e del Consorzio Cantieri Riuniti del Mediterraneo, difeso dall’avvocato Antonio Ausiello, escludendo che nel caso in esame possa ravvisarsi un pregiudizio per le due società inadempienti, “stante la pendenza di trattative in corso tra le parti per il rilascio spontaneo dei beni per cui è causa, e che allo stato, come emerge dagli atti del fascicolo, tali trattative sono in stato avanzato, sicché gli ostacoli ora invocati dalla Cbs e dalla Damarin non sono suscettibili di refluire nella gravità e urgenza che legittima la concessione della richiesta misura cautelare".

Occupazione cantiere Cbs-Damarin (5)-2

Le vicenda

“Le società brindisine Cbs e Damari, difese dall’avvocato Lorenzo Durano – ricostruisce così la vicenda l’Autorità di sistema portuale, attraverso una nota stampa - erano state dichiarate decadute per inadempimento dalle concessioni di cui erano titolari per il mancato pagamento dei canoni di concessione e per altre inadempienze. La legittimità dei provvedimenti di decadenza era stata confermata dal Tar Puglia – Bari, con due sentenze del 2017, avverso le quali era stato proposto appello al Consiglio di Stato.”

“Parallelamente, della vertenza era stato investito, su richiesta della Fiom Cgil di Brindisi, il comitato per il Monitoraggio del Sistema economico produttivo e delle Aree di crisi (la cosiddetta task force per le emergenze occupazionali), istituito presso la presidenza della Regione Puglia, presso il quale si sono svolte diverse riunioni nel tentativo di valutare la soluzione migliore che consentisse la tutela dei livelli occupazionali”.

“Più di recente – si legge ancora nella nota dell’Authority - la questione è stata affrontata congiuntamente dall’AdSP, dal Comitato Sepac e dalla prefettura di Brindisi in ulteriori riunioni svoltesi presso l’Ufficio Territoriale di Governo di  Brindisi. In particolare, il Consorzio antieri riuniti del Mediterraneo (Consorzio costituito tra le Società Operazione s.r.l. di Napoli, S. & Y. S.r.l. di Napoli e Marine Management & Supplies s.r.l. di Napoli) ha presentato una formale istanza per ottenere il rilascio della concessione riguardante l’intero compendio occupato dalle due società inadempienti, impegnandosi tra l’altro, circostanza particolarmente rilevante, in caso di esito favorevole dell’istruttoria, ad assorbire nei propri organici il personale riveniente dalla due società dichiarate decadute dai rispettivi titoli concessori, per un numero complessivo di 19 lavoratori, e a corrispondere all’AdSP i canoni di concessione non pagati da Cbs e Damarin”.

“Il Consorzio, in particolare, si propone di sviluppare l’esercizio di attività di cantieristica e manutenzione navale e di motori marini, nonché attività di costruzione metalliche per installazioni off shore, refitting di navi commerciali e da diporto. Il Consiglio di Stato ha condiviso, sostanzialmente, le argomentazione dei difensori dell’AdSP e del Consorzio Cantieri Riuniti. Infatti, un’interruzione della procedura in itinere per l’assentimento della concessione ad un nuovo soggetto imprenditoriale avrebbe potuto determinare il sopravvenuto disinteresse dell’operatore economico, con conseguenze nefaste per la tutela dell’occupazione e degli altri interessi pubblici, anche erariali, doverosamente tutelati dall’Ente portuale”.

“Ora c’è il sostanziale via libera del supremo giudice amministrativo – conclude l’Autorità di sistema portuale - per procedere spediti verso una soluzione che tuteli non solo gli interessi di carattere patrimoniale ed erariale per la mancata riscossione dei canoni, ma anche soprattutto quelli connessi al proficuo utilizzo per più rilevanti scopi di interesse pubblico delle aree demaniali (occupate sine titulo dall’appellante) con gravissimo pregiudizio per i livelli occupazionali”. 

Fiom Cgil: "Si applici la clausola sociale"

La Fiom Cgil Brindisi, intanto, chiede l'applicazione della clausola sociale sottoscritta da tutte le parti in causa sotto il monitoraggio della task Force regionale. “Impegno sottoscritto in Prefettura di Brindisi – afferma il segretario generale del sindacato, Angelo Leo - che prevedeva il riassorbimento di tutti i lavoratori già dipendenti della Cbs-Damarin. La FIom.Cgil auspica la più rapida riattivazione delle attività lavorative in una città sofferente con centinaia di lavoratori in cassa integrazione ed altre centinaia in trattamento Naspi”. 
“Il lavoro non può attendere se ci sono imprese che intendono investire rispettando i diritti, le norme e i contratti di lavoro, tutti i soggetti in campo debbono concorrere per impedire ritardi e burocrazie che i lavoratori pagherebbero prima e più di tutti. Pertanto il destino dei lavoratori dipende dalla capacità di ripresa delle attività produttive”.

La nota delle aziende Cbs-Damarin

"Per chiarezza e trasparenza, atteso il comunicato stampa divulgato dall'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale, si invia copia dell'ordinanza cautelare con cui il Consiglio di Stato ha ritenuto superflua la concessione del provvedimento cautelare in ragione "'delle trattative in corso con le parti e in stato avanzato'".

"Ciò posto, evidentemente, il supremo Giudice amministrativo non ha inteso dar ragione all'autorita (come erroneamente affermato), ma ha ritenuto di non sospendere i provvedimenti sin qui adottati attesa la prossima e auspicabile definizione delle trattative intavolate presso la task force regionale. Pertanto, Damarin e Cbs auspicano una sollecita conclusione delle trattative, invitando le parti in causa a interpretare correttamente il contenuto delle ordinanze, che vengono qui integralmente allegate per correttezza e onesta intellettuale".

SENTENZA CONSIGLIO DI STATO DEL 18.10.19_CBS-2

SENTENZA CONSIGLIO DI STATO DEL 18.10.19_Damarin-2

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Articolo aggiornato alle ore 20.26 (la Fiom Cgil chiede l'applicazione della clausola sociale)

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