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Affitti a immigrati: la Cgil offre consulenza sulle procedure

Cgil e Sunia offrono consulenza a immigrati e ai proprietari di abitazioni che affittano a stranieri per operare nella piena legalità e rispetto delle leggi. Ecco dove recarsi per informazioni

BRINDISI - La Cgil ed il Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari) hanno predisposto una guida all’abitare rivolta agli stranieri che contiene le informazioni di base che bisogna conoscere quando si prende casa in affitto. Secondo una ricerca Cgil su dati Istat, alla data di gennaio 2015 gli stranieri residenti in Italia risultavano essere 5.014.437. In Puglia ne risultano residenti 117.732: tale numero colloca la nostra regione all’undicesimo posto nella graduatoria nazionale come numero di stranieri. La percentuale rispetto al totale della popolazione è del 2,88%. Solo la Sardegna, con il 2,71% ha una percentuale inferiore.

La variazione, in aumento, rispetto all’anno precedente, è tuttavia significativa: + 6,7%: solo Basilicata (+7,3%), Sicilia (+7,2%) e  Sardegna (+7,1%) hanno fatto registrare un aumento più consistente. Al di là dei numeri, è certo che gli stranieri vivono una situazione abitativa difficile. La cronica mancanza di edilizia pubblica impedisce a italiani ed immigrati di accedere ad abitazioni a canoni accettabili. La soluzione dell’affitto privato resta spesso l’unica opzione possibile.

In questo caso, tuttavia, alle tradizionali difficoltà, se ne sommano altre che complicano non poco la situazione. Gli abusi più frequenti sono costituiti da contratti totalmente in nero (circostanza che impedisce persino di accedere ai bandi per il sostegno all’affitto o di godere delle detrazioni previste a favore dell’inquilino), contratti transitori irregolari, affitto a soggetto e subaffitti speculativi collegati.

E ancora affitto di posti letto non collegati ad attività di affittacamere, clausole vessatorie, irregolarità di accollo di oneri condominiali, garanzie aggiuntive (ad esempio deposito cauzionale superiore a tre mensilità), alloggi precari e privi di dotazioni di base, canoni esageratamente alti che spingono gli inquilini ad una convivenza forzata). La diffidenza reciproca, l’ignoranza delle regole e la scarsa conoscenza della lingua fanno il resto.

Vi è da dire che anche i proprietari ignorano ulteriori prescrizioni che la legge impone allorché si affitta una unità immobiliare ad un immigrato: obbligo di dare comunicazione entro 48 ore all’autorità di pubblica sicurezza pena una sanzione pecuniaria da 160 a 1100 euro. Ancora più gravi le conseguenze per chi dà alloggio o ceda un locale in locazione ad uno straniero privo di titolo di soggiorno.

Per queste ragioni la  Cgil e il Sunia, invitano tutti gli interessati nei locali di Via Palestro 11 e di Via Arturo Martini 56 (Sant’Elia) a Brindisi, per informazioni e consulenza su diritti ed obblighi da osservare quando si decide di prendere o dare in affitto un’abitazione a stranieri.

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