Cronaca

L'Asl sconta le tariffe, il laboratorio privato la porta in tribunale

Il Laboratorio Mardighian di Mesagne ha portato in Tribunale la Asl di Brindisi per il pagamento di un milione e 700mila euro, a titolo di tariffe per le prestazioni di diagnostica rese dal centro e che la parte pubblica, al momento del riconoscimento, ha tagliato del venti per cento

BRINDISI – Il Laboratorio Mardighian di Mesagne ha portato in Tribunale la Asl di Brindisi per il pagamento di un milione e 700mila euro, a titolo di tariffe per le prestazioni di diagnostica rese dal centro e che la parte pubblica, al momento del riconoscimento,  ha tagliato del venti per cento. Dopo le missive inviate all’Azienda sanitaria locale, nella speranza di arrivare a una soluzione bonaria del contenzioso, fuori cioè dal palazzo di giustizia, il centro privato di patologia clinica ha deciso di adire le vie legali e ha chiesto al giudice monocratico (sezione civile) di stabilire chi ha ragione e chi no.

Documenti alla mano, tutti quelli che si riferiscono alle prestazioni eseguite in regime di convenzione nel periodo di tempo compreso tra il 2010 e il 2013 nella struttura che si trova in via per Brindisi alle porte di Mesagne, fondata e diretta da Costanzo Mardighian e autorizzata dalla Regione Puglia.  La Asl, dal canto suo, continuare a scuotere la testa e a dire “no”. No, le richieste del laboratorio non hanno fondamento alcuno, per cui di procedere al pagamento della somma dal formato maxi non ne ha alcuna intenzione.

E lo dirà a chiare lettere in occasione della prima udienza, già fissata per le prossime settimane, per effetto del procedimento sommario di cognizione azionato dall’avvocato a cui si è rivolto il Laboratorio Mardighian, Giovanni Abbattista del foro di Bari. La procedura, definita di recente, è quella di cui all’articolo 702 bis del Codice di procedura civile, improntata alla velocità nell’ottica di una riduzione dei tempi per i processi civili che si incardinano dinanzi al giudice monocratico. Calendario delle udienze che spesso va talmente a rilento al punto che la velocità di marcia è paragonata a quella di una lumaca.

L’azienda brindisina potrà contare sull’avvocato interno, Pierandrea Piccinni, che proprio oggi (25 maggio) è stato incaricato dal direttore generale Giuseppe Pasqualone, una volta acquisiti i pareri favorevoli del direttore amministrativo e del direttore sanitario, per quanto di rispettiva competenza. Al centro del braccio di ferro ci sono le tariffe sulle prestazioni di diagnostica svolte dal laboratorio e una  - evidentemente - diversa interpretazione della Legge finanziaria (cosiddetta di stabilità) del 2006 che, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica, nel settore sanitario, disponeva una serie di tagli a far data dal primo gennaio dell’anno successivo, il 2007.

Per quel che attiene ai Laboratori come il Mardighian di Mesagne (e altri dello stesso tipo), le forbici sono state affidate alla Asl del territorio in cui hanno sede. L’azienda sanitaria locale ha ritenuto di operare un taglio nella misura del venti per cento dal 2007 sino a tutto il 2013. “Si tratta di una disposizione di portata generale a cui le Asl dovevano attenersi”, spiega l’avvocato Piccinni. “Il testo è chiaro: si parla di scontistica da far valere dal momento dell’entrata in vigore della legge, per cui la richiesta del laboratorio Mardighian non può essere accolta”.

Diversa, invece, l’angolazione da cui quella stessa legge è stata letta dal legale che rappresenta il centro di analisi di Mesagne perché l’avvocato Giovanni Abbattista, nel ricorso,  sostiene che gli sconti, ossia il taglio, deve essere inteso e quindi applicato unicamente con riferimento alle prestazioni eseguite dal primo gennaio 2007 sino al 31 dicembre 2009. Sono stati ritenuti non compresi gli anni dal 2010 al 2013, periodo per il quale non doveva essere applicata la decurtazione del venti per cento, con il risultato che i conteggi svolti dal Laboratorio sono arrivati al totale di 1.719.588 euro e 15 centesimi “per illegittima decurtazione sulle tariffe delle prestazioni di diagnostica”. Per quel che attiene al 2014, la materia è regolata dall’ultimo intervento del legislatore regionale che ha portato a stilare un nuovo tariffario, fermo restando la necessità di limitare la spesa. E qui nulla quaestio. Il nodo resta per il passato. E la parola passa al giudice.

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