Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Tarsu, maxi accertamento per Enel Cerano: due milioni e 900mila euro

Il Comune chiede anche 300mila euro ai Vigili del Fuoco per omessa dichiarazione. E contesta la rendicontazione delle spese del polo universitario per tre milioni. Intanto consiglio convocato per il 30 novembre sugli assestamenti di bilancio

BRINDISI – Tasse, imposte, spese, conteggi fatti e rifatti, sino ad arrivare alla conclusione secondo cui il Comune deve ancora incassare la Tarsu dall’Enel e dai Vigili del Fuoco e non è detto che debba pagare l’intera somma domandata dal Polo universitario: in ballo ci sono  tre milioni di euro a titolo di tassa sui rifiuti solidi urbani chiesti in pagamento e altrettanti contestati come contributo sui corsi di studi.

Sullo sfondo delle manovre di controllo resta sempre lo spettro del patto di stabilità, già sforato con riferimento al 2014, come conseguenza diretta del ripiano della perdita maturata dalla società partecipata Multiservizi per un milione e passa. Costata uno sbilanciamento che ancora si fa sentire nelle casse dell’amministrazione, tenuto conto delle sanzioni applicate, così come in quelle dei componenti della giunta, sindaco compreso, visto che sono state tagliate del 30 per cento le indennità.

Il timore è che possa esserci uno sforamento bis del patto per l’anno in corso, sull’onda lunga di quello passato, fermo restando l’incognita ancora costituita dalle reali condizioni di salute della Multiservizi perché il Comune attende di leggere il bilancio della società “ad oggi”, vale a dire a metà novembre, tanto è vero che la prossima settimana dovrebbe esserci un incontro con l’amministratore unico della partecipata che altri non è, se non il capo dell’ufficio legale interno dell’Ente, Francesco Trane.

Se a fine giugno è stata contabilizzata una perdita pari a 29mila euro e ad agosto il segno meno riguardava circa 100mila euro, a palazzo di città c’è la necessità di capire qual è la situazione, tenuto conto del fatto che nel frattempo sono stati disposti altri affidamenti. Lo chiedono i consiglieri di opposizione, tanto di centrodestra che dello stesso centrosinistra, a dir poco scettici di fronte alle dichiarazioni rese di recente dal sindaco a BrindisiReport.it sulla Multiservizi.

Di conti, di spese e di entrate, con eventuali differenze tra le previsioni e quelle realmente avute, aspettano notizie tutti  i consiglieri comunali, ai quali è stata notificata la data del prossimo ritorno in aula: l’appuntamento è per il 30 novembre, inizio alle 10, per l’approvazione degli assestamenti di bilancio. Argomento tecnico ma al tempo stesso di rilievo sul fronte politico-amministrativo tanto più che il governo di centrosinistra guidato dal Pd resta oggetto di critiche delle segreterie regionali e provinciali del partito.

La richiesta di sostituzione di due assessori, Luperti all’Urbanistica e Monetti all’Ambiente, è ancora sul tavolo del commissario cittadino del Pd, Sandra Antonica la quale, in vista del Consiglio comunale, ha chiesto un confronto con il gruppo in calendario il 25 novembre. Al momento, da palazzo di città, non sono stati notificati i documenti sugli assestamenti di bilancio. Non ancora. Facile immaginare che chi siede all’opposizione borbotti.

Tra la posta in partenza, ci sono gli avvisi di accertamento per la Tarsu notificati all’Enel in relazione a maggiori somme rispetto a quello pagate dal 2010 in relazione ad “aree scoperte di pertinenza” della centrale e quindi da conteggiare, per un totale di due milioni e 900mila euro. Avviso di pagamento anche per il comando provinciale dei Vigili del Fuoco, sempre per la Tarsu, di importo pari a 300mila euro. L’amministrazione conta di incassare le somme entro la fine dell’anno.

Studenti di Unisalento in Cittadella della Ricerca. Ma non si parla più di UnibaNon intende invece pagare i due milioni e 980.949 euro e 14 centesimi chiesti a titolo di contributo dal Polo universitario, tanto è vero che è in atto la contestazione e che il Comune ha rispolverato una vecchia obiezione sollevata dal Collegio di revisori risalente al 2012, quando l’organo di controllo interno era presieduto da Vittorio Dell’Atti (componente Massimo Mangiameli e Rita Saracino) e ribadita dai nuovi componenti in corrispondenza sia dell’approvazione del rendiconto lo scorso mese di maggio che del bilancio di previsione di luglio.

“Non è stata in alcun modo verificata e validata dagli uffici preposti al Comune di Brindisi, la rendicontazione delle spese previste dall’articolo 20 della convenzione Immobili polo di Brindisi”, si legge nelle note. Secondo i revisori, inoltre, “non vi è traccia della corretta applicazione dei criteri di rendicontazione di cui all’articolo 23 della convenzione, secondo cui le spese ammissibili devono risultare da una contabilità separata del progetto, mediante l’implementazione di un dedicato progetto-programma da iscrivere all’atto della sottoscrizione della stessa convenzione”.

Infine, “non vi è traccia di alcun documento, né di alcun verbale redatto dal Comitato di controllo previsto dall’articolo 4 del protocollo d’intesa sottoscritto in data 14 novembre 2005 tra la Provincia di Brindisi, la Camera di Commercio, il Consorzio Sisri, la Asl e l’Università di Lecce, così come richiamato dall’articolo 28 della convenzione”. La somma potrebbe configurare un debito fuori bilancio e costituisce un altro nodo da sciogliere se si vuole garantire un futuro ai corsi di laurea a Brindisi, già ridimensionati con la cancellazione del corso di laurea in Scienze sociali, dirottato a Lecce.

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