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Contrada Montenegro, disagi e disservizi: i residenti chiedono una rotatoria

Ha raccolto decine di firme una petizione di un comitato civico indirizzata la presidente della Provincia e al commissario prefettizio

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Lorella Fella, una cittadina residente in contrada Montenegro che insieme ad altri abitanti della zona segnala al presidente della Provincia di Brindisi, Maurizio Bruno e al commissario prefettizio del Comune di Brindisi, Santi Giuffré, una serie di problemi di viabilità che potrebbero essere risolti con la realizzazione di una rotatoria. 

Unitamente ad altri abitanti abbiamo dato vita ad un Comitato che si è assunto l'onere di segnalare alle Amministrazioni competenti le manchevolezze ed i disservizi che caratterizzano questa porzione di città. Alcuni dei disagi che andremo a rappresentare riguardano la vivibilità; altri investono questioni che hanno riflessi importanti sulla sicurezza.

E' il caso della assenza di una rotatoria che consenta un accesso sicuro alla Contrada. Quanti abitano o intendono raggiungere l'area, infatti, sono oggi costretti a percorrere la Via Provinciale per San Vito, rientrare sulla superstrada Brindisi – Lecce e poi imboccare la viabilità di accesso alla Contrada. Tanto rende la manovra, oltre che assolutamente insicura, impossibile da effettuare per coloro che non dispongono di una autovettura o di un ciclomotore di cilindrata superiore a 125 cc.

La conseguenza è che per qualsiasi necessità di tipo famigliare gli abitanti della Contrada Montenegro sono costretti a far uso della propria automobile, con un notevole dispendio di energie e risorse. L'uso dei mezzi pubblici è infatti reso difficoltoso dalla scarsa frequenza degli stessi e obiettivamente pericoloso, almeno per i passeggeri di sesso femminile e per i minori, dalla presenza nell'area di un Cie ed un Care i cui utenti si avvalgono, appunto, dei mezzi della Stp per raggiungere il centro abitato. Si tratta unicamente di persone adulte di sesso maschile, che non di rado si abbandonano ad apprezzamenti poco lusinghieri nei confronti delle nostre mogli e delle nostre figlie.

Tutti questi disagi verrebbero meno con la realizzazione di una rotatoria. Siamo consci delle difficoltà economiche che oggi rendono estremamente precaria la vita della Amministrazione Provinciale di Brindisi, competente ad intervenire. Ciò che chiediamo è che la Provincia si faccia carico della progettazione esecutiva della rotatoria, con proprie risorse umane e senza alcun aggravio di spesa sul precario bilancio dell'Ente. Il passo successivo sarebbe la candidatura del progetto all'accesso ad agevolazioni eventualmente previste dalla normativa regionale, nazionale o comunitaria.

Una ulteriore soluzione potrebbe essere la “deprovincializzazione” di quel tratto di arteria, già strada statale 16. Un percorso in un  passato intrapreso con successo per la strada litoranea a nord di Brindisi. Del resto, più di recente gli Organi di stampa, che ci leggono, hanno dato notizia di un accordo tra l'Amministrazione Provinciale di Brindisi ed il Comune di San Vito dei Normanni che ha reso possibili importanti interventi manutentivi sulla strada provinciale con risorse di entrambi gli Enti territoriali. Piuttosto che abbandonarci a sterili proteste, quindi, riteniamo di aver reso dei suggerimenti praticabili riguardo ad un problema che investe la sicurezza dei cittadini nel significato più ampio del termine.

Sempre in tema di sicurezza segnaliamo l'urgenza di provvedere alla denominazione delle strade interne alla Contrada, che renderebbe più agevole l'intervento dei mezzi di soccorso nelle circostanze in cui gli abitanti di questa porzione della città necessitino di cure sanitarie urgenti o del ricovero presso un nosocomio. E' già accaduto, infatti, che un intervento dei mezzi di soccorso ritardato a causa delle difficoltà di reperire la abitazione della persona che necessitava di cure urgenti abbia comportato danni irreversibili agli interessati.

Anche in questo caso si tratta semplicemente di attivare la Ripartizione Servizi Demografici e la Commissione Toponomastica senza alcuna spesa a carico del bilancio della Amministrazione Comunale. Infine, ci permettiamo di segnalare alcune carenze nel servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. Ricordiamo, in premessa, che Contrada Montenegro risulta essere classificata come “zona servita” e, pertanto, i suoi abitanti corrispondono per intero la Tari.

Eppure la Contrada è servita da un numero ridottissimo di cassonetti e gli orari di conferimento sono notevolmente difficili da rispettare attesa la scarsa o inesistente illuminazione che rende estremamente insicuro il conferimento nelle ore notturne.
Il problema potrebbe trovare una agevole soluzione con la realizzazione di un'isola ecologica in cui poter anche conferire i rifiuti ingombranti, il cui ritiro avviene oggi con tempi di attesa lunghissimi ed estenuanti.

Un ultimo intervento in tema di sicurezza e viabilità sarebbe quella di un ripristino della strada di accesso principale alla Contrada, di proprietà comunale, e di una pulizia frequente delle caditoie per evitare la stagnazione dell'acqua piovana ed il conseguente deterioramento del manto stradale. In conclusione riteniamo di aver fornito utili suggerimenti per risolvere problemi a lungo trascurati dalle Amministrazioni pubbliche competenti per materia. Abbiamo ritenuto che organizzarsi in Comitato possa agevolare un percorso di collaborazione tra cittadini ed Istituzioni quanto mai necessario per far fronte ad un clima di sfiducia e rassegnazione che oggi caratterizza molti brindisini. Restiamo, pertanto, in fiduciosa attesa di un cenno di riscontro.

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