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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Contrasto a immigrazione clandestina: cinque arresti nel Brindisino

Arresti nel Brindisino da parte della Polizia nell'ambito di un'operazione di contrasto al traffico dell'immigrazione clandestina: cinque persone sono finite in manette

BRINDISI – Arresti nel Brindisino da parte della Polizia nell’ambito di un’operazione di contrasto al traffico dell’immigrazione clandestina: cinque persone sono finite in manette. È stata smantellata una presunta banda che avrebbe consentito con metodi illeciti la regolarizzazione di migranti con la complicità di cittadini italiani e di stranieri regolari. Gli arrestati odierni fornivano, in cambio di denaro, false dichiarazioni di ospitalità da esibire presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Brindisi per ottenere rilasci e/o rinnovi di permessi di soggiorno nonché ricongiungimenti familiari. In carcere è finito il cittadino afghano Sahak Ahmad Shah alias Sak Jan 30 anni. Domiciliari per Luigia Verga, 52 anni, Alba Turi 48 anni, Marcello Coletta 49 anni e Alessandro De Iaco 42 anni. 

"L’attività investigativa della Digos, approfondita grazie anche alla collaborazione dell’Ufficio Immigrazione, sviluppata con un'intensa e laboriosa attività tecnica di intercettazioni video e ambientali e con servizi di osservazione e pedinamenti, ha permesso di evidenziare nel capoluogo brindisino la presenza di un nutrito gruppo di persone, alcune delle quali di nazionalità straniera – in particolare afghani e pakistani – che, sodali con altri cittadini italiani, ponevano in essere condotte inequivocabilmente riconducibili al favoreggiamento dell’immigrazione irregolare ed altro", si legge in una nota del Ministero. Gli arresti sono stati operati con la collaborazione del Reparto Prevenzione Crimine di Lecce. 

Le indagini sono state eseguite dal personale della Digos, diretto dal vice questore Antonio Caliò (foto a destra), con la collaborazione dell’Ufficio Antonio Caliò (foto httpaltoadige.gelocal.it)-2Immigrazioni. Tutto ha avuto inizio a ottobre scorso quando furono eseguite perquisizioni nel territorio brindisino nell’ambito delle direttive del Ministero riguardanti l’identificazione e l’individuazione della nazionalità degli stranieri. Emersero situazioni sospette specie nelle richieste per ottenere l’autorizzazione a soggiornare in territorio italiano per più di otto giorni (o 90 se si tratta di visto di ingresso per motivi di turismo), cui sono vincolati gli extracomunitari.

Va ricordato che per il rilascio o rinnovo del titolo di soggiorno c’è bisogno di una dimora o una situazione alloggiativa dichiarata che consiste o in un contratto regolare di affitto o in una dichiarazione di ospitalità a titolo gratuito che un soggetto fa nei confronti dello straniero. Dalle indagini della Digos è emerso che a Brindisi operava un’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, composta da 15 persone che forniva dichiarazioni e attestazioni false in cambio di denaro. Il gruppo era gestito dall’Afgano Kas, i richiedenti il permesso sborsavano dai 350 fino ai 900 euro per ottenere la dichiarazione di ospitalità. Al momento non è stato quantificato il numero di stranieri che hanno usufruito di questa organizzazione certo è che tutte le richieste che riguardano i soggetti coinvolti nell’indagini sono state sospese.

Articolo aggiornato alle ore 13

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