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Furti nelle campagne, recuperati altri attrezzi e mezzi agricoli

I carabinieri: fenomeno grave difficile da controllare, necessaria la collaborazione anche anonima dei cittadini

Nell’ambito delle attività di repressione del fenomeno dei furti nelle campagne, i carabinieri della stazione di Tuturano hanno denunciato a piede libero per ricettazione il titolare 38enne di una azienda agricola di località San Paolo, dove erano nascosti alcuni mezzi da lavoro rubati in agro di Mesagne. località San Paolo nell’ambito di un’azienda agricola.

I militari sono giunti alla masseria seguendo una pista individuata nel corso delle indagini, ed hanno effettuato una perquisizione che li ha portati al recupero di un quadrivomere reversibile, di una pala caricatrice e un tiller per arature, parcheggiati in uno spazio recintato dell’azienda recintato.

E’ stato sufficiente consultare la banda dati delle forze dell’ordine per stabilire la provenienza illecita di queste attrezzature, il cui furto era stato commesso nei primi giorni dello scorso mese di dicembre e denunciato al commissariato di Mesagne. Il materiale rinvenuto è al momento sotto sequestro, a disposizione del magistrato inquirente.

attrezzi agricoli recuperati a tuturano (2)-2-2

Dieci giorni fa, i carabinieri avevano ritrovato e restituito al legittimo proprietario un trattore gommato New Holland, rubato ad un agricoltore di San Vito dei Normanni. Il mezzo da lavoro era stato nascosto nel domicilio di un immigrato ivoriano di 24 anni, che svolgeva attività di guardiania nei terreni di una masseria di Carovigno. Al momento è l’unica persona denunciata per ricettazione.

I carabinieri non sottovalutano affatto i fenomeni predatori nelle aree rurali del Brindisino, che celano spesso di amiche criminali di maggiore gravità, come le estorsioni di ritorno. L’impatto sull’economia agricola è realmente penalizzante. Oltre che le estorsioni, i furti di mezzi da lavoro agricolo alimentano anche un mercato nero piuttosto vasto.

L’Arma ammette che contrastare sistematicamente il fenomeno è un problema complesso, perché le pattuglie non possono controllare una rete viaria rurale fitta ed estesa come quella della provincia di Brindisi. Pertanto è necessaria la collaborazione di chi subisce i reati, o di chi vi assiste. Molte volte può essere decisiva anche una segnalazione anonima al 112 per consentire l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine.

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