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L'ingresso dell'ufficio casa del Comune di Brindisi

L'ingresso dell'ufficio casa del Comune di Brindisi

Contributi sugli affitti: 600mila euro per il bando del 2013, 476 domande

A sperare sul contributo per l’affitto ci sono oltre 400 brindisini: sono 476 le richieste arrivate al Comune di Brindisi per il 2013, dopo il bando pubblicato sulla base della delibera della Regione Puglia che di recente ha premiato l’Amministrazione riconoscendo un ulteriore finanziamento, portando la somma complessivamente a disposizione a 618.004,53 centesimi

BRINDISI – A sperare sul contributo per l’affitto ci sono oltre 400 brindisini: sono 476 le richieste arrivate al Comune di Brindisi per il 2013, dopo il bando pubblicato sulla base della delibera della Regione Puglia che di recente ha premiato l’Amministrazione riconoscendo un ulteriore finanziamento, portando la somma complessivamente a disposizione a 618.004,53 centesimi.

L’importo dovrà essere ripartito tra coloro i quali sono stati ammessi nell’elenco dei beneficiari, dopo la verifica dei requisiti, sia oggettivi a partire dal reddito che soggettivi tenuto conto della composizione del nucleo familiare e dell’eventuale presenza di soggetti portatori di disabilità.
Da Palazzo di città sostengono di essere pronti alla pubblicazione della graduatoria, con riferimento all’anno 2013, questione di giorni e sarà possibile conoscere quanti siano i beneficiari e chi siano. E di conseguenza avere garanzie sul pagamento dei contributi sul canone di locazione: non è escluso che i mandati per il versamento siano disponibili prima della fine mese.

Di certo c’è un oggettivo ritardo rispetto ai tempi che solitamente scandiscono l’iter per i “contributi sui canoni di locazione” visto che la procedura avviata nel 2013 arriva a conclusione solo oggi. In media tra la pubblicazione del bando e l’approvazione della graduatoria degli aventi diritto non trascorre più di un anno. Cosa è successo? “E’ accaduto che ci siano stati rallentamenti sia negli uffici della Regione per lo stanziamento dei fondi dello Stato tra i diversi comuni e di conseguenza in quelli dell’Amministrazione cittadina”, spiegano da Palazzo di città. In altre parole, la spiegazione sarebbe da cercare e trovare negli ingorghi burocratici.

Adesso arriva la notizia che aspettavano i brindisini che avevano presentato domanda e che non avendo saputo più nulla delle istanze hanno iniziato a protestare, chiedendo spiegazioni direttamente ai dipendenti dell’ufficio Casa e al consigliere  alla Casa, Ferruccio Di Noi, a cui il sindaco ha assegnato la delega speciale agli alloggi popolari, a beni immobili di proprietà del Comune e al sostegno “all’accesso alle abitazioni in locazione”.

L’altro ieri, infatti, è stato deliberato dalla Giunta il riparto dei fondi, su proposta dello stesso primo cittadino Mimmo Consales, partendo dalla relazione presentata dal dirigente del settore Patrimonio e Casa, Nicola Zizzi. Ed è dal testo di accompagnamento alla delibera che si scopre che i fondi complessivamente disponibili sono pari a 618.004,53 euro, che il Comune ha contribuito attingendo al proprio bilancio per 80mila euro e che proprio in considerazione del concorso dell’Ente cittadino, la Regione ha aggiunto altri 180.923,61 euro a titolo di “premialità”.

L’ulteriore finanziamento è stato riconosciuto da Bari con delibera della Giunta di Michele Emiliano lo scorso 25 settembre e l’Ufficio Casa e Patrimonio del Comune di Brindisi ha “provveduto alla rideterminazione degli importi spettanti a ciascun richiedente che ha comportato, stante l’insufficienza dei fondi disponibili rispetto alla domanda effettiva, abbattimenti del contributo secondo un principio di gradualità”.
La graduatoria così approntata “potrà subire variazioni a seguito di ricorsi e/o impugnazioni avverso l’esclusione”. Nei promessimi giorni sarà trasmessa alla Guardia di Finanza in applicazione del protocollo d’intesa sottoscritto nel 2006 per consentire accertamenti sulla veridicità della documentazione presentata in autocertificazione. In caso di dichiarazioni false, scatta la denuncia alla Procura della Repubblica.

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