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Controlli al porto

Controlli al porto

Controlli antiterrorismo della Polmare con cani, tiratori scelti e artificieri

E’ un porto in stato di allerta, quello di Brindisi, che assieme ad Ancona e Bari è una delle frontiere sensibili per il possibile transito di elementi collegati alle frange terroristiche islamiste, attraverso Grecia o Albania, e Turchia. L’Ufficio della Polizia di Frontiera ha rafforzato il dispositivo dei controlli già dalle ore successive agli attentati di Parigi

BRINDISI – E’ un porto in stato di allerta, quello di Brindisi, che assieme ad Ancona e Bari è una delle frontiere sensibili per il possibile transito di elementi collegati alle frange terroristiche islamiste, attraverso Grecia o Albania, e Turchia. L’Ufficio della Polizia di Frontiera ha rafforzato il dispositivo dei controlli già dalle ore successive agli attentati di Parigi, anche nell’area aeroportuale. Tutti i controlli dei giorni scorsi, coordinati dal vicequestore Mario Marcone, dirigente della Polizia di Frontiera di Brindisi, si sono svolti con l’impiego, ad integrazione del personale già in campo,  dell’unità cinofila, del Nucleo artificieri antisabotaggio e dei tiratori scelti.

Nella sola giornata di ieri sono stati impiegati 45 uomini e donne della Polmare, che hanno identificato 167 passeggeri ai varchi Schengen ed extra Schengen,  venti auto sospette e cinque Tir   con accurata ispezione del carico trasportato. In occasione di tali controlli è stata individuata una passeggera, S.I. di 25 anni, che tentava di eludere le procedure di identificazione mostrando agli operatori un passaporto albanese in corso di validità, ma rilasciato ad altra persona. La stessa cittadina albanese, è stato accertato, era già stata espulsa dal territorio italiano, pertanto è stata denunciata a piede libero e rispedita a Valona, dopo il sequestro del passaporto.

Inoltre, nella stessa giornata, fa sapere l’Ufficio della Polizia di Frontiera, quattro cittadini del  Bangladesh presentavano richiesta per il riconoscimento dello status di rifugiato politico. Tutto è pronto anche per affrontare i giorni di maggiori transiti di passeggeri per la Grecia e l’Albania, concentrati nel periodo delle festività di fine anno.

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