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Controlli in officine meccaniche: multe per 58mila euro, denunce e sequestri

E'emerso che ben 21 officine non erano in regola con l’ autorizzazione, il cui rilascio è di competenza della Camera di Commercio

BRINDISI - Un bilancio dei controlli disposti in questa prima parte dell’anno dal Gruppo carabinieri forestale di Brindisi nella provincia evidenzia una situazione di diffusa irregolarità fra gli esercenti attività di autoriparatore. I militari delle stazioni Forestali di Brindisi, Ceglie Messapica e Ostuni hanno eseguito approfonditi accertamenti presso decine di officine del territorio, nei settori della meccatronica, carrozzeria, pneumatici.

I controlli sono stati indirizzati sia a verificare la titolarità dell’esercizio dell’attività, sia il rispetto delle norme ambientali, soprattutto relative alla gestione dei rifiuti (Decreto Legislativo n. 152 del 2006) ed alla disciplina urbanistico-edilizia (Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001). Ne è emerso che ben 21 officine non erano in regola con l’ autorizzazione, il cui rilascio è di competenza della Camera di Commercio, previa verifica del possesso dei requisiti tecnici e professionali dell’ impresa.

La Legge n. 122 del 1992, che tuttora disciplina l’ esercizio di attività di autoriparazione, prevede una sanzione amministrativa di oltre 5mila euro per l’ esercizio in assenza di autorizzazione, e la confisca di tutte le attrezzature.

Sono stati inoltre denunciati alla Procura della Repubblica di Brindisi 6 titolari di altrettante officine, per gestione illecita di rifiuti, ovvero per costruzione di fabbricati in difformità o mancanza del permesso. Per 4 di queste officine si è proceduto al sequestro penale preventivo di tutta o parte degli immobili, in particolare per mancata realizzazione di piazzali per la raccolta e lo smaltimento delle acque reflue industriali derivanti dall’ attività.

In alcuni casi sono state applicate sanzioni anche ai clienti, nella misura di 86 euro, così come previsto dall’ art. 6 della ricordata legge 122/92. Le officine di autoriparazione possono costituire, se condotte fuori dalla legge, un concreto pericolo per l’ ambiente, sfuggendo alla tracciabilità del controllo dei rifiuti; spesso si utilizzano fabbricati abusivi e, soprattutto, praticano un’ illecita concorrenza agli operatori onesti, con l’ abbattimento fraudolento di taluni costi di gestione.

Considerati i risultati ottenuti, e la situazione riscontrata, la campagna di controlli dei Carabinieri Forestali continuerà anche nei prossimi mesi, con l’ obiettivo di coprire capillarmente tutto il territorio della provincia.

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