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Cronaca Carovigno

Fratello e cognata uccisi in casa a fucilate: l'84enne reo confesso resta in carcere

Cosimo Calò, accusato del duplice omicidio perpetrato nelle campagne di Serranova, è stato interrogato dal gip Vilma Gilli. Fermo non convalidato ma emessa un'ordinanza di custodia cautelare

CAROVIGNO – Resta in carcere Cosimo Calò. Il gip del tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, non ha convalidato il fermo dell’84enne, reo confesso del duplice omicidio del fratello Antonio Calò, 70 anni, e della cognata Caterina Martucci, 64 anni, ma ha contestualmente emesso un'ordinanza di custodia cautelare, ravvisando la sussistenza del pericolo di inquinamento probatorio e del pericolo di reiterazione del reato.  L’udienza si è svolta presso la casa circondariale di Brindisi in via Appia, dove il pensionato è recluso da mercoledì sera, quando il pm Francesco Carluccio ha emesso a suo carico un decreto di fermo di indiziato di delitto per i reati di omicidio aggravato dal rapporto di parentela con una delle vittime e dalla premeditazione e di porto in luogo pubblico di arma comune da sparo. Calò è assistito dall’avvocato Carmela Roma. Il provvedimento del magistrato, da quanto appreso, non è stato convalidato per mancanza del pericolo di fuga. 

Il pensionato aveva già ammesso le sue responsabilità nel corso di un lungo interrogatorio svoltosi due giorni fa presso la caserma dei carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni. L’uomo, al culmine di una serrata attività investigativa condotta dai militari del Nor, ha dichiarato di aver ucciso il fratello e sua moglie la sera di martedì 28 febbraio, utilizzando un fucile sovrapposto marca Breda, calibro 12, acquistato pochi giorni prima, il cui possesso era stato regolarmente denunciato in caserma, il 23 febbraio. Non solo. Calò ha anche dichiarato di essersi recato presso l’abitazione dell’altro fratello, Carmelo Calò, prima di raggiungere quella di Antonio, con l’intenzione di uccidere anche lui. Carmelo, però, non si trovava in casa.

Cosimo Calò-2

L’odio covato da Cosimo nei confronti dei due fratelli è legato a vecchi dissapori riguardanti la proprietà di un terreno e un’eredità da 100mila euro. Tale scenario si è delineato fin dalla sera dell’1 marzo, quando Carmelo Calò ha trovato i corpi privi di vita del fratello Antonio, con cui aveva un appuntamento, e della cognata. Ascoltato dai carabinieri poche ore dopo il rinvenimento dei cadaveri, l’uomo ha riferito che Cosimo “provava astio nei loro confronti perché presumeva che i beni di Antonio (compresi quelli che questi avrebbe ereditato dalla morte del fratello Angelo in base ad un testamento olografo dello stesso Angelo) potessero essere ereditati da sua figlia, che per Antonio era la nipote preferita”. Carmelo ha anche riferito di un inquietante episodio avvenuto sette mesi fa, quando Cosimo si recò in casa di Antonio, dove si trovavano anche la moglie Caterina e lo stesso Carmelo, minacciando i tre di morte. “Vi ammazzo a tutti – sarebbe la frase pronunciata da Cosimo -  tanto a me non mi arrestano visto che ho superato gli 80 anni”. 

E purtroppo il piano omicida si è concretizzato, stando alla confessione dell’indagato, la sera del 28 febbraio, quando Cosimo, alla guida della sua auto, si è recato presso la modesta abitazione di Antonio in contrada Canali, a circa un chilometro dalla borgata di Serranova, nell’agro di Carovigno. L’84enne avrebbe esploso tre colpi di fucile: uno contro il fratello Antonio, freddato nella stanza di ingresso; gli altri due contro Caterina, uccisa mentre cercava di rifugiarsi nella camera da letto.

Omicidio Serranova-2

La confessione resa da Cosimo è stata corroborata da ulteriori elementi raccolti dagli investigatori. Ossia le registrazioni delle telecamere situate nei pressi dell’abitazione di Cosimo Calò, alle porte di San Vito dei Normanni, e le cartucce rinvenute sulla scena del crimine, dello stesso calibro di quelle ritrovate a casa di Cosimo lo scorso 6 marzo, quando gli è stato sequestrato il fucile.

Ieri mattina, fra l’altro, si sono svolti ulteriori accertamenti di tipo balistico sulla scena del crimine, da parte dei carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche (Sis) di Bari. Per martedì prossimo (14 marzo) il pm ha conferito al medico legale Domenico Urso l’incarico per l’autopsia.

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