Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Convalidati i due arresti per spaccio: il pm aggrava il capo di imputazione

Sono stati convalidati questa mattina gli arresti di Christian Corsano e Fabrizio Campioto, arrestati dal personale della sezione antidroga della Squadra mobile di Brindisi nel pomeriggio di mercoledì, al termine di due perquisizioni domiciliari

BRINDISI – Sono stati convalidati questa mattina gli arresti di Christian Corsano e Fabrizio Campioto, arrestati dal personale della sezione antidroga della Squadra mobile di Brindisi nel pomeriggio di mercoledì, al termine di due perquisizioni domiciliari in cui sono stati rinvenuti quantitativi di hascisc e marijuana. Il giudice delle indagini preliminari ha per entrambi disposto la prosecuzione della custodia cautelare agli arresti domiciliari. Corsano è difeso dall’avvocato Andrea D’Agostino, Campioto dall’avvocato Giampiero Iaia.

La polizia aveva denunciato i due brindisini in stato di arresto ai sensi dell’articolo 73 del testo unico sugli stupefacenti (detenzione e spaccio di stupefacenti), ma applicando il comma quinto, introdotto dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 12 febbraio 2014, che ha abolito la normativa sugli stupefacenti dal 2006 al marzo 2013, e che distingue tra droghe leggere e droghe pesanti. Il pm Luca Buccheri invece ha modificato il capo di imputazione contestando solo l’articolo 73.

La differenza non è affatto poca: il comma quinto prevede pene da due a sei anni, il solo articolo 73 pene da 8 a 20 anni. Su questo si incentreranno le attività della difesa. Gli investigatori della sezione antidroga della Mobile avevano trovato circa un etto di sostanze stupefacenti in casa di Corsano al quartiere Paradiso, e poco meno in casa di Campioto. In entrambe le circostanze si trattava di hascisc e marijuana già suddivisi in dosi, e la polizia ha sequestrato anche bilancini e altro materiale. Corsano ha ammesso la circostanza dello spaccio, ma solo per la marijuana.

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