Cronaca

Coop edilizia popolare, prescritte truffa e appropriazione indebita

Il tribunale: “Non doversi procedere nei confronti di Maurizio Perrone, Giuseppe Perrone, Francesco My e Pietro Bevacqua”. Il pm: “Inesistente affiliazione alle Acli, ingiusto profitto per un milione e mezzo di euro”

BRINDISI –  Alla fine, la differenza sul piano processuale l’ha fatta il tempo ed è stato dichiarato prescritto il reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’appropriazione indebita, mossa dalla Procura con riferimento alla realizzazione di alloggi di edilizia popolare proposti dalla cooperativa Casa Tua di Brindisi a diverse famiglie. Con “ingiusto profitto per gli imputati e corrispondente danno per le persone offese, pari a un milione e 432mila euro”, era l'accusa.

Il comando provinciale della Finanza a Brindisi

La prescrizione

Il Tribunale ha infatti dichiarato il “non doversi procedere per intervenuta prescrizione” nei confronti degli imputati  Maurizio Perrone, 54 anni; Giuseppe Perrone, 50; Francesco My, 65, e Pietro Bevacqua, 57 anni, tutti brindisini, difesi dagli avvocati Luca Leoci e Oreste Nastari. Furono rinviati a processo all’esito dell’udienza preliminare del 2 dicembre 2014. 

La pronuncia è arrivata dal collegio presieduto da Domenico Cucchiara, ricomposto dopo che i difensori, a conclusione dell’istruttoria dibattimentale, si sono accorti che due componenti del collegio giudicanti si erano già espressi sulla vicenda come Tribunale del Riesame, chiamato a pronunciarsi sul sequestro di beni immobili disposti nei confronti dei quattro, all’epoca indagati in seguito ad alcune denunce sporte da chi voleva acquistare un appartamento. Si rivolsero agli avvocati Ladislao Massari e Simona Attolini.

Dinanzi al nuovo collegio, doveva iniziare daccapo il dibattimento e invece, il Tribunale ha dichiarato la prescrizione, causa di estinzione del reato contestato, sulla base del trascorrere del tempo.

L’associazione per delinquere contestata dalla Procura

Le accuse erano state mossa con riferimento al periodo di tempo compreso fra il 2004  e il 2010: i quattro brindisini – si legge nel capo di imputazione – “si associavano tra loro per realizzare fatti di truffa ed appropriazione indebita in danno del patrimonio e delle finanze delle società cooperative che andavano negli anni costituendo, ai fini dell’edilizia popolare, nonché nei confronti dei soci assegnatari”. Nonché – si legge ancora – “nei confronti dei soggetti di cui riuscivano a carpire fiducia e finanziamenti, mediante la prospettazione di realizzazione di progetti a basso costo di investimenti”.

Secondo l’impostazione accusatoria, imbastita sulla base degli accertamenti delegati ai finanzieri, “i costi venivano fatti lievitare mediante richieste di copertura di aumenti ingiustificati nonché operandi la interposizione contrattuale in appalto della srl Casa Tua, agli stessi imputati riferibile nelle quote e nella gestione, tra la coop e le imprese terze fornitrici di opere, servizi e materiali”.

procura di Brindisi-2

La coop Casa Tua e le altre cooperative

L’interposizione, secondo la Procura era stata “progettata in modo tale che , in assenza di reale apporto della coop Casa Tua, la cooperativa costituita e i soci assegnatari avrebbero sopportato e poi sopportavano , la maggiorazione di costi, a profitto degli imputati, derivante dal ruolo cartolare di Casa Tua che subappaltava a terzi”. Gli imputati, inoltre, stando a questa lettura, “assumevano i ruoli di consiglieri di amministrazione e o di presidenza di ciascuna delle coop costituite”.

In tal modo, secondo il pm, sarebbero stati portati a termine “più piani di adescamento di soggetti terzi, interessati all’acquisto nella forma cooperativa, per poi non realizzare alcunché, come nel caso della coop Federica, oppure realizzare in parte come per la coop San Giorgio o ancora con maggiore illecita come per le coop Giulia, San Gregorio”.

Gli incarichi societari

Nel capo di imputazione, il pm ha anche evidenziato che nella coop San Giorgio, venne costituta nel 1999 e che fino all’ottobre 2005 My era presidente e Bevacqua consiglieri di amministrazione, poi i ruoli si invertivano. Questo sino al 2007, quando Giuseppe Perrone assumeva la presidenza fino  a marzo 2008, con gli altri consiglieri di amministrazione. A giugno 2010, di nuovo My come presidente nella coop San Gregorio, costituita nel 2005. Si sarebbe andati avanti in questo modo.

L’inesistente affiliazione alle Acli

Le indagini della Finanza hanno scoperto anche una “inesistente affiliazione alle Acli”, spesa al momento dell’ingresso dei soci delle coop. “Acli  - era scritto nel capo di imputazione – dalle cui attività associative Bevacqua veniva sospeso nel 2003 e poi espulso l’anno successivo. Im giudizio si erano costituti i soci, dopo essere stati indicati come parte offese dalla Procura: speravano di ottenere il risarcimento dei danni.

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