Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Ostuni

Presidente comunità riabilitativa accusato di estorsione ai dipendenti

Quattro lavoratrici e la Asl parti civili. Contestato anche il peculato: “Abiti e gioielli comprati con denaro della coop”

OSTUNI – La Asl di Brindisi e quattro dipendenti della comunità riabilitativa assistenziale psichiatrica San Vincenzo sono parti civili nel processo in cui è imputato con le accuse di estorsione e peculato Rocco Errico, 69 anni, di Ostuni, in qualità di legale rappresentante del consorzio gestore E.R. Onlus.

L’estorsione e i dipendenti

Compagnia Guardia di Finanza di OstuniQuesta mattina si è svolta la prima udienza dibattimentale scaturita dalla conclusione dell’inchiesta condotta dai militari della Guardia di Finanza della Città Bianca. Nel periodo delle indagini, furono autorizzate una serie di intercettazioni, telefoniche e ambientali, alle quali si aggiunsero le dichiarazioni di alcune delle dipendenti della struttura. Le contestazioni sono state mosse con riferimento al periodo di tempo che va dal 2011 sino al mese di luglio 2014.

Il Tribunale, in composizione collegiale, ha ammesso la costituzione di quattro delle otto dipendenti indicate come parti lese dal pubblico ministero: sono rappresentate in giudizio dagli avvocati Domenico Attanasi e Carmine Calò, entrambi del foro di Brindisi, con richiesta di risarcimento danni che va da un minimo di 30mila a un massimo di 50mila euro, a seconda delle mansioni svolte all’interno della comunità.

Secondo l’accusa, Errico avrebbe “costretto otto dipendenti a restituire una parte delle somme ricevute a titolo di retribuzione”. Alcuni lavoratori, sempre secondo l’impostazione accusatoria, sarebbero stati costretti ad accettare compensi inferiori rispetto a quelli indicati nelle buste paga, dietro minaccia di essere licenziati o che la struttura sarebbe stata chiusa, con conseguente perdita del posto di lavoro.

Il peculato e la Asl

domenico attanasi-2Errico, inoltre, è stato rinviato al giudizio del Tribunale con l’accusa di peculato, poiché – nella ricostruzione dell’accusa – avrebbe speso denaro pubblico anche per acquistare abiti, gioielli e mobili per un totale di 143.750, 10 euro. Quella somma sarebbe stata incassata dall’Azienda sanitaria locale di Brindisi per prestazioni svolte in favore di 14 pazienti, regolari ospiti della struttura. La Procura ha contestato l’aggravante di “aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante entità”.

Nel capo di imputazione, Errico è indicato come legale rappresentante “in qualità di incaricato di pubblico servizio”, essendo la struttura “accreditata presso la Regione Puglia”.

La Asl si è costituita in giudizio chiedendo il ristoro dei danni, con l’avvocato Donato Mellone del foro di Lecce. Quanto alla Regione Puglia, risulta essere stata depositata l’istanza, ma oggi in udienza l’Ente non è stato rappresentato, nonostante la decisione della Giunta del governatore Michele Emiliano.

La difesa

L’imputato ha sempre respinto le accuse e per dimostrare la correttezza del proprio operato ha scelto di rinunciare a riti alternativi, per affrontare il dibattimento. E’ difeso  dall’avvocato Antonio Maria La Scala del foro di Bari.



 

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