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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Corruzione con biglietti palazzetto: via al processo, Inps chiede danni a ex direttore e imprenditore

Via al processo, senza variazioni in tema di contestazioni e con l'Inps tra le parti civili a battere cassa per 250 mila euro in danno dell'ex direttore Cesare Bove e di Antonio Corlianò, imprenditore di Brindisi ed ex presidente dell'Enel Basket.

BRINDISI - Via al processo, senza variazioni in tema di contestazioni e con l’Inps tra le parti civili a battere cassa per 250 mila euro in danno dell’ex direttore Cesare Bove e di Antonio Corlianò, imprenditore di Brindisi ed ex presidente dell’Enel Basket.

Si è celebrata stamani la prima udienza del processo con rito ordinario, la strada scelta dai due amici “di vecchia data” e coimputati che all’udienza preliminare si è differenziata da quella invece che percorrono le altre persone coinvolte nel procedimento: la compagna di Bove, Gabriella Iafelice, tutt’ora funzionario Inps, Pasquale Lisi, il finanziere delle presunte “soffiate” e l’avvocato Giovanni Faggiano, i quali invece hanno preferito il rito abbreviato. Saranno giudicati allo stato degli atti e potranno beneficiare in caso di condanna dello sconto di un terzo della pena.

Le accuse sono a vario titolo di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e minacce. L'inchiesta nasce da un'altra indagine, sulla raccolta dei rifiuti a Napoli che coinvolgeva l'avvocato Faggiano, amministratore della ditta Enerambiente che si occupava di spazzatura, proprio nel capoluogo campano. Dalle intercettazioni emerse che il legale aveva uno stretto rapporto con il finanziere e quindi, dopo altri accertamenti, che in cambio di "soffiate" sulle investigazioni, il maresciallo aveva ottenuto l'assunzione della figlia in un istituto di vigilanza di Faggiano. Spuntarono poi gli abbonamenti per le gare interne dell'Enel Basket al PalaPentassuglia, in cambio di certificazioni rilasciate senza che ve ne fossero i requisiti, una settimana di vacanze in un centro termale pagata a Lisi sempre per ottenere notizie riservate.

CESARE BOVE-2Dalle conversazioni ascoltate ma anche grazie all'attività investigativa svolta si comprese il giro. Lisi aveva riferito a Faggiano - secondo l'accusa - notizie coperte da segreto su attività della Gdf riguardanti una delle sue aziende. La figlia del finanziere viene poi assunta come guardia giurata in un istituto di vigilanza di cui il civilista è socio di maggioranza. Entrano poi in scena marito e moglie, entrambi ai vertici dell'ufficio di Brindisi dell'Inps e Antonio Corlianò. La Colmec di Corlianò ottiene un Durc alla velocità della luce. In cambio un contrattino a progetto. Quindi i tre abbonamenti per seguire le gesta della squadra di basket per le stagioni 2008 - 2011. Altrettanti "free pass" per il Verdi.  Si è poi aggiunto all’elenco quanto contestato dal pm Milto Stefano De Nozza a Bove nel marzo 2013 con un’ordinanza di applicazione di misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa.

Con telefonate di minacce, insulti e invettive Bove avrebbe cercato di costringere Tommaso Chimienti, oggi direttore Inps (parte civile) a compiere attività contrarie ai suoi doveri d'ufficio. Avrebbe tentato di impedirgli di conferire con i carabinieri e la magistratura su un'inchiesta interna nella quale si ravvisavano presunti abusi nella gestione dell'ente e per convincerlo, inoltre, a garantire alla compagna (Gabriella Iafelice) un avanzamento di carriera. Avrebbe proferito al telefono una serie di frasi offensive, affermando che "Brindisi era la sua città e nessuno si poteva permettere di ostacolare i suoi interessi".

Antonio Corliano'Il collegio (Cucchiara, De Angelis, Testi) ha opposto un rigetto all’eccezione della difesa di Corlianò (sostenuta dall’avvocato Simona Attolini in sostituzione di Ladislao Massari) secondo cui la costituzione di parte civile dell’Inps non poteva essere estesa anche all’imprenditore, non essendovi condotte a lui direttamente riferite compiute in danno dell’ente previdenziale. Ha rilevato invece il legale dell’Istituto nazionale previdenza sociale, Antonio Andriuli, che l’ipotesi di corruzione sia riferita tanto a Bove, quanto a Corlianò. Rigettata inoltre l’eccezione di nullità del decreto che dispone il giudizio, relativamente a un solo capo di imputazione, formulata dall’avvocato Riccardo Mele, in sostituzione dell’avvocato Massimo Manfreda che assiste Bove. Se non è stato specificato dettagliatamente il numero e la data dei Durc irregolari di cui – secondo l’accusa – avrebbe beneficiato Corlianò in cambio di disparate regalie, è perché evidentemente sarà materia da approfondire nel dibattimento. Si torna in aula a fine ottobre per il conferimento dell’incarico a un perito che dovrà trascrivere le conversazioni telefoniche e ambientali intercettate in fase di indagine. 

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