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L'ex sindaco Mimmo Consales e l'avvocato Massimo Manfreda

L'ex sindaco Mimmo Consales e l'avvocato Massimo Manfreda

Corruzione, Consales: “Mai chiesto denaro, né assunzioni”

Due ore di interrogatorio come imputato nel processo in abbreviato scaturito dall’inchiesta sull’impianto di Cdr: “Non ho favorito Screti, mai venduta la funzione di sindaco"

BRINDISI – “Non ho mai venduto il mio ruolo politico e amministrativo in favore di nessuno, né mai ho chiesto denaro o assunzioni a Luca Screti della Nubile, società che non agevolato in nessun modo, tanto che l'ordinanza di messa in esercizio fu un danno per la srl. Vero è che avevo un’esposizione debitoria con Equitalia e che ho chiesto di pagare a rate”.

L’ex sindaco Consales 

Il pm Giuseppe De NozzaDue ore di interrogatorio per l’ex sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, imputato nel processo con rito abbreviato per corruzione in concorso con l’imprenditore Luca Screti, in qualità di amministratore unico della Nubile srl, la società che si aggiudicò l’appalto per la gestione dell’impianto di Cdr (combustibile da rifiuto) di proprietà del Comune di Brindisi. Consales, assistito dall’avvocato Massimo Manfreda, suo penalista di fiducia, ha voluto affrontare il fuoco di domande del sostituto procuratore Giuseppe De Nozza, lo stesso che ha appellato l’assoluzione dell’ex primo cittadino dall’accusa di concussione con riferimento al troncone d’inchiesta iniziale nato sull’esposizione debitoria della News sas, la vecchia società di comunicazione di Consales. Il giornalista, una volta eletto a capo di una coalizione di centrosinistra trainata dal Pd, fece un passo indietro. Nel primo troncone è stato condannato alla pena di un anno e sei mesi per abuso d’ufficio a fronte della richiesta a sei anni e dieci mesi avanzata da De Nozza, conteggiando anche la condotta qualificata come concussiva.

L’accusa di corruzione

Secondo l’accusa, Consales avrebbe ottenuto 30mila euro per aver  speso “il ruolo politico e amministrativo in sostengo degli interessi della Nubile, società gravata da un’imponente esposizione debitoria, oggetto di transazione con l’Agenzia delle Entrate” reso possibile “anche e soprattutto spendendo la stipula del contratto da 176.514.000 di euro con il Comune di Brindisi per la gestione, per 15 anni, dell’impianto per rifiuti di via per Pandi, di proprietà dell’Amministrazione cittadina”.

Le “ulteriori utilità sono consistite nell’assunzione e comunque nel far lavorare alle dipendenze della Nubile sei persone, in occasione della messa in esercizio a regime, il 7 gennaio 2014 dell’impianto di Cdr” con provvedimento ritenuto “illegittimo del 6 novembre 2013”, è scritto nel capo di imputazione.

L'impianto di compostaggio di Nubile-2

L’impianto di Cdr

L’imputato ha respinto entrambe le contestazioni rivendicando la correttezza del proprio operato durante il suo mandato. Venne interrotto il 6 febbraio 2016, quando venne tratto in arresto e rimase ristretto nella sua abitazione per un mese. Ha spiegato che la messa in marcia dell’impianto era stata decisa dalla Regione Puglia, tecnicamente imposta e che in caso contrario il Comune di Brindisi si sarebbe trovato esposto a indagine della Corte dei Conti per danni erariali. Da qui la firma dell’ordinanza.

La somma di denaro e le assunzioni

Quanto alla sua personale situazione nei confronti di Equitalia, Consales ha ribadito quanto affermò già in sede di interrogatorio e ripetuto peraltro nel corso dell’altro processo: “Avevo una posizione debitoria verso l’Erario, oggetto di ricorso in Cassazione, che si riferiva alla società di cui ero socio”, ha ricordato. La somma ammontava a circa 315mila euro. “Ma io non ho mai chiesto denaro a nessuno in cambio di appalti o chissà cosa. Vero è che della situazione ne parlai con Screti e  mi disse che avrebbe provveduto lui, ma io non sapevo né quando, né tanto meno in che termini”.

luca screti-2In tal modo, l’ex sindaco ha respinto l’accusa di corruzione legata al pagamento della somma di denaro, qualificata dallo stesso Screti (nella foto accanto) come prestito. L’imprenditore, assistito dall’avvocato Vincenzo Farina, è stato sentito ad inizio udienza per terminare l’esame cominciato in occasione della scorsa udienza. Ha precisato che si trattava di prestito: “Sapevo che era in difficoltà e gli diedi una somma tra 10-12mila euro, pensavo che me la restituisse”. La volta scorsa disse che Consales gli chiese l’assunzione di sei persone, una volta entrato in funzione l’impianto e ha fatto il nome di uno, indicandolo come persona molta vicina all’ex sindaco.

Consales ha respinto anche questa parte dell’imputazione, contestata dal pm in un secondo momento: “Non è vero”, ha detto. “Corrisponde al vero che nel periodo in cui sono stato sindaco ogni giorno c’era un viavai di disoccupati che chiedevano aiuto non riuscendo a trovare lavoro. Mi sono limitato a fare a queste persone i nomi di aziende brindisine, ma non ho mai imposto niente. Tutto qui”.

Parti civili

E’ stata ammessa al rito abbreviato anche la società Nubile srl, in veste di responsabile civile. Il gup ha accolto anche la costituzione di tutte le parti civili:  il Comune di Brindisi con l’avvocato Simona Guida ha chiesto il risarcimento di danni, anche di immagine, per un milione di euro; stesso ammontare è stato domandato dal Comune di Cellino San Marco con l’avvocato Francesco Magistro; centomila euro per il Comune di San Pietro Vernotico con l’avvocato Guido Massari. E ancora 300mila euro da Legambiente con l’avvocato Stefano Latini. Ammessa anche la costituzione dell’Oga, per due milioni di euro, Nessuna quantificazione, invece, per la Regione Puglia rappresentata dall’avvocato Gaetano Sassanelli.

La requisitoria del pubblico ministero è attesa per la prima settimana di giugno, la sentenza entro la fine del mese.

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