Cronaca

“Corruzione Consales-Screti”, per la Procura anche Equitalia parte offesa

Può costituirsi per chiedere i danni anche di immagine per la tangente da 30mila euro che per i pm era destinata al pagamento dei debiti dell’ex sindaco. Fonti di prova: interrogatori di Screti, del segretario generale e dei dirigenti del Comune di Brindisi, dei vice prefetti, di ex dipendenti della Nubile e l’ex assessore Antonio Giunta

BRINDISI – C’è anche Equitalia tra le parti che la Procura di Brindisi ritiene siano state “offese” dalla corruzione contestata all’ex sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, e all’ex amministratore unico della Nubile, Luca Screti, e in quanto tale la società di riscossione potrebbe decidere di chiedere il risarcimento dei danni. Anche sul piano dell’immagine, così come già anticipato dalla Regione Puglia e dal Comune capoluogo.

Marco DinapoliEquitalia Sud Spa è stata inserita per ultima nell’elenco stilato dal procuratore capo Marco Dinapoli (nella foto accanto) e dal sostituto Giuseppe De Nozza, dopo aver confermato le accuse a conclusione delle indagini  preliminari, con richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale. Perché i magistrati sono convinti che ci sia stato un accordo di natura corruttiva tra l’ex sindaco, eletto con il centrosinistra, e l’imprenditore imbastito su una duplice esposizione debitoria: da un lato quella di Consales per 315mila euro, legato alla società di comunicazione News sas, già oggetto di approfondimento della procura e al centro di un processo nel quale l’ex sindaco è imputato assieme al direttore (ex) della filiale di Brindisi della società Equitalia; dall’altro quella della Nubile nell’ordine di milioni.

In entrambi i casi, risulta dagli atti acquisiti dagli agenti della Digos che ci sia stato un accordo per la rateizzazione delle somme dovute ad Equitalia. Somme che nel caso di Consales, sarebbero arrivate da Screti con prelievi dal conto personale e non aziendale, attingendo dai compensi che percepiva come amministratore unico. Nel caso, invece, dalla Nubile, la liquidità necessaria sarebbe arrivata dal maxi appalto per la gestione dell’impianto di Cdr in via per Pandi, di proprietà del Comune di Brindisi, ottenuto per 15 anni, a fronte di 176.514.000 euro. Contratto e transazioni con Equitalia risultano sottoscritte nel medesimo periodo di tempo: luglio 2012, vale a dire due mesi dopo la proclamazione di Consales a sindaco di Brindisi.

La Procura esclude che si possa essere trattato di una coincidenza temporale, ma di un accordo tra il pubblico ufficiale e il privato, a maggior ragione dopo aver ottenuto conferma dei versamenti di denaro dallo stesso Screti, il quale in occasione dei due interrogatori resi ha svelato modalità e tempi dei prelievi. Nel fascicolo dei pm c’è persino una tabella che Screti ha scritto per riepilogare le somme versate, sostenendo che l’effettivo pagamento sarebbe stato pari a 16mila euro.

L’unica differenza tra la ricostruzione dei pm e la verità consegnata da Screti attiene all’importo visto che la Procura contesta una tangente di 30mila euro. L’aspetto, a quanto pare, è destinato ad avere ripercussioni sulla linea difensiva dell’imprenditore, posto che la richiesta di patteggiamento (ipotesi a cui i legali stanno lavorando) deve essere tale da cancellare ogni conseguenza del reato e quindi impone la restituzione della somma.

In ogni caso i verbali resi da Screti sono in cima alle fonti di prova e qualora dovesse essere presentata e accolta la richiesta di concordato della pena, l’ex amministratore unico della Nubile diventerebbe testimone chiave nell’eventuale processo a carico di Consales. Indiscrezioni riferiscono di una richiesta di applicazione pena pari a tre anni per Screti, formalmente incensurato non essendoci state sentenze a suo carico.

Altri fonti di prova sono costituite dagli interrogatori in resi da 30 persone come “informate sui fatti”,a partire dall'ex segretario particolare Cosimo Saracino, per poi passare a quelli del segretario generale del Comune di Brindisi, Paola Giacovazzo, dei dirigenti Pietro Cafaro, Gianluca Cuomo, Francesco Di Leverano e Costantino del Citerna. E ancora quelli resi dai vice prefetti Maria Rita Iaculli, Pasqua Ermina Cicoria, dall’ex assessore Antonio Giunta e da alcuni ex dipendenti della Nubile i quali secondo i pm sarebbero stati assunti da Screti su richiesta di Consales.

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