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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Corruzione Enel, sotto inchiesta anche due dirigenti di Cerano

Decreti di perquisizione con contestuale avviso di garanzia per Fausto Bassi e Fabio De Filippo, il primo a capo dell'unità di Business e l'altro responsabile delle manutenzioni: i nomi erano già contenuti nell'ordinanza di arresto a carico di cinque dipendenti della centrale, eseguita il 5 maggio scorso

BRINDISI – Nelle maglie dell’inchiesta sulla presunta corruzione dietro gli appalti banditi nella centrale Enel di Cerano, finiscono due dirigenti in servizio a Brindisi: Fausto Bassi e Fabio De Filippo (leggi il retroscena), il primo a capo dell’unità di Business e l’altro responsabile delle manutenzioni per il sito Federico II che fa capo alla società Enel Produzione spa.

Inchiesta appalti Enel-3

I pubblici ministeri titolati del fascicolo hanno firmato decreti di perquisizione e sequestro con contestuali avvisi di garanzia nei confronti dei due che costituiscono parte del cosiddetto “livello superiore” nei cui confronti si è di fatto spostata l’inchiesta partita dalla denuncia di un imprenditore di Monteroni di Lecce, indagato anche lui per corruzione e rimasto a piede libero. Il nome di De Filippo era già leggibile in alcuni passaggi dell’ordinanza di arresto nei confronti di cinque dipendenti eseguita il 5 maggio scorso. Per altri, invece, ci sono gli omissis.

L’ipotesi di reato legata a dazioni di denaro e altre utilità è stata contestata in concorso a Bassi e De Filippo ed è la stessa che ancora tiene  in custodia cautelare tutti e i cinque dipendenti della centrale di Cerano: in carcere da quel giorno resta Carlo De Punzio, nei cui confronti sono state contestate mazzette per 154.972 euro, accusa che lo stesso ha respinto con forza nel corso del lungo interrogatorio reso davanti al gip Stefania De Angelis che ha firmato il provvedimento condividendo la tesi dei pm Milto Stefano De Nozza e Francesco Vincenzo Carluccio sia sul fronte dei gravi indizi che sul piano delle esigenze cautelari.

Ai domiciliari rimangono Vito Gloria, accusato di corruzione per 22mila euro, Fabio Attansio per 29mila euro, Nicola Tamburrano per 9.750 e Domenico Iaboni per 14mila euro, l’unico a essere licenziato dopo essere stato trasferito. 

I decreti di perquisizioni e i conseguenti avvisi di garanzia si sono resi necessari per procedere a ulteriori accertamenti dopo le dichiarazioni del titolare della ditta di lavori edili, il primo a denunciare l'esistenza di un meccanismo contaminato da tangenti per l'ottenimento di appalti. La Procura di Brindisi intende verificare se i dirigenti ne fossero a conoscenza e se ci siano state dazioni o altre utilità. A breve dovrebbe essere sentito con la formula dell'incidente probatorio, l'imprenditore: in tal modo i sostituti De Nozza e Carluccio intendono arrivare al processo.

Enel Produzione spa, dal canto suo, ha garantito collaborazione alla magistratura nel momento dopo che i vertici romani hanno incontrato l'imprenditore: nel corso dell'appuntamento, il titolare della ditta fece ascoltare una parte di una conversazione che lui stesso registrò con uno degli addetti alla certificazione dei lavori. Non svelò il nome. A distanza di qualche giorno, la società ha presentato esposto in Procura e ha consegnato ai pm l'elenco dei lavori banditi all'interno della centrale Enel a far data dal 2012.

articolo aggiornato alle 11.30

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