Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Centro Storico / Corso Giuseppe Garibaldi

Corso Garibaldi, sì alle auto solo nei giorni feriali fino al 31 gennaio

Dopo le feste di Natale, il Comune chiederà uno studio sui flussi di traffico in Centro da inserire nel Pum. Già eliminati gli stalli per la sosta lungo la carreggiata: nasce una corsia preferenziale per bus navetta sperimentali. Possibile arrivo di un Mobility manager

BRINDISI – Nel presente e nel futuro immediato di Corso Garibaldi restano le auto in transito, ma in sosta: quel tratto di strada rimane aperto al traffico “solo nei giorni feriali sino al 31 gennaio”, mentre sono stati eliminati gli stalli per la sosta per realizzare una corsia riservata ai bus navetta.

Le prime auto in corso Garibaldi

Il futuro assetto, invece, è tutto da definire e dipende dall’esito di uno studio sui flussi di traffico in entrata e in uscita dal Centro di Brindisi che il Comune ha messo in preventivo di affidare appena trascorse le festività di Natale. L’ipotesi di rivedere la viabilità da subito, che pure era stata ventilata di fronte alla scadenza dell’ultima ordinanza sindacale, è stata scartata per non creare disagi ai cittadini in vista dei giorni di festa, stando alla decisione assunta dalla Giunta.

“Allo stato, singolare appare la situazione di Corso Garibaldi, atteso che trattasi di una via oggetto di vari provvedimenti succedutisi nel tempo, che ne hanno determinato l’apertura, ovvero la chiusura al traffico veicolare”, si legge nella relazione del dirigente dell’ufficio Traffico. “In particolare, con Ordinanza del 30 novembre 2002 è stata individuata la terza zona a traffico limitato su Corso Garibaldi, nei tratti compresi tra Via De Flagilla e Via del Mare, tra Via De Flagilla e Via Pergola, tra Via Pergola e Via Pozzo Traiano, con contestuale divieto di transito e sosta permanente”. La polemica nasce da qui. Con successive Ordinanze da ultime quella del 30 settembre 2016, sono stati consentiti il transito e la sosta dei veicoli nei giorni feriali, contestualmente all’”esecuzione dei lavori prima di riqualificazione del Lungomare Viale Regina Margherita e poi di Via del Mare i quali generavano delle interruzioni nei flussi veicolari tali da richiedere una nuova organizzazione del traffico stesso ricorrendo, necessariamente, alla riapertura di Corso Garibaldi”.

“Ad oggi i lavori su Via del Mare sono stati ultimati con contestuale realizzazione di numerosi stalli di sosta, in aggiunta a quelli ulteriormente disponibili in Via Spalato, mentre su Viale Regina Margherita si è istituita una Zona a Traffico Limitato con accesso regolamentato da rilevatori Ottici”, ricordano dalla sede dell’ufficio Traffico. Fatta questa premessa, il Comune “ritiene essenziale svolgere uno studio accurato dei flussi di traffico di corso Garibaldi e delle vie prospicienti, al fine di valutare ogni possibile intervento nell’ambito del Piano urbano della mobilità partendo dalle indagini già espletate in passato dall’Amministrazione”. Il che vuol dire che l’Ente dovrà riesumare quello studio e aggiornarlo “verificando se i relativi dati di riferimento debbano essere integrati”.

Quanto ai bus navetta, dovrebbero garantire il collegamento tra i parcheggi di Via Spalato e Via del Mare e la zona centrale, fino a Piazza Cairoli, attraversando anche corso Umberto. “In tale modo si potrà, in via sperimentale, verificare la risposta dei cittadini, in vista delle più ampie soluzioni tecniche e progettuali che saranno inserite nel Pum”, strumento che Brindisi aspetta da tempo.

Il piano urbano della mobilità – come si legge nella delibera della Giunta -  è essenzialmente finalizzato a: “incrementare i livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale; verificare e soddisfare il fabbisogno di mobilità della popolazione; minimizzare l’uso del veicolo privato e ridurre i livelli di traffico; favorire l’uso di mezzi alternativi di trasporto con impatto ambientale più ridotto possibile; massimizzare la capacità di trasporto; ridurre in maniera significativa i livelli di inquinamento atmosferico ed acustico in ossequio a quanto previsto negli accordi internazionali e nelle normative comunitarie e nazionali in materia di abbattimento di emissioni inquinanti”. Detto questo, dall’ufficio Traffico sottolineano che la presenza di un mobility manager rappresenta un elemento determinante ai fini del governo della domanda di trasporto e della mobilità. Non è escluso che venga avviata la ricerca di un professionista esterno.

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