"Corso Garibaldi, adesso referendum"

BRINDISI - Il cartello delle associazioni ambientaliste brindisine chiede ufficialmente il referendum popolare sulla riapertura di Corso Garibaldi, statuto del Comune di Brindisi alla mano. Lo fanno sapere in un comunicato in cui annunciano al sindaco la consegna delle 5mila firme raccolte e rammentano allo stesso Consales come, quando si trattò di decidere non la riapertura ma la chiusura dei corsi, fu inviata dal Comune una scheda di consultazione a 4mila famiglie brindisine, la maggior parte delle quali si epresse per la chiusura. Ricordiamo, per quanto ci riguarda, che al sondaggio online indetto da BrindisiReport.it hanno risposto ben 6.225 lettori, il 66 per cento dei quali si è dichiarato contrario alla riapertura. Un dato che anche agli ambientalisti sarebbe utile citare.

Il sit-in in corso Garibaldi

BRINDISI - Il cartello delle associazioni ambientaliste brindisine chiede ufficialmente il referendum popolare sulla riapertura di Corso Garibaldi, statuto del Comune di Brindisi alla mano. Lo fanno sapere in un comunicato in cui annunciano al sindaco la consegna delle 5mila firme raccolte e rammentano allo stesso Consales come, quando si trattò di decidere non la riapertura ma la chiusura dei corsi, fu inviata dal Comune una scheda di consultazione a 4mila famiglie brindisine, la maggior parte delle quali si epresse per la chiusura. Ricordiamo, per quanto ci riguarda, che al sondaggio online indetto da BrindisiReport.it hanno risposto ben 6.225 lettori, il 66 per cento dei quali si è dichiarato contrario alla riapertura. Un dato che anche agli ambientalisti sarebbe utile citare.

A seguito della dichiarazione di riapertura al traffico veicolare di Corso Garibaldi le scriventi associazioni hanno avviato una raccolta di firme per una revisione della mobilità urbana  per la pedonalizzazione di alcune aree del centro storico e contro la riapertura al traffico veicolare del corso Garibaldi stesso.

Se è vero che la piazza non può governare, nessuno pensa il contrario, occorre tener presente che la piazza è il luogo in cui si esprimono, molto spesso, le istanze dei cittadini nelle democrazie compiute, quali le manifestazioni sindacali o quelle molto partecipate svoltesi a Brindisi contro il rigassificatore, e per rivendicare, con coraggio, processi democratici come per la primavera araba.

Il Sindaco ha anche detto di avere il massimo rispetto, per i quasi 5.000 cittadini che hanno firmato l’appello in favore della mobilità sostenibile e contro la piena riapertura al traffico veicolare di corso Garibaldi, ma ha fatto notare che siano molto di più coloro che non hanno firmato.

In realtà, il risultato ottenuto dalla raccolta di firme è assolutamente straordinario se rapportato al poco tempo impiegato, ai ridotti mezzi organizzativi ed informativi a disposizione ed all’unico punto di raccolta serale disponibile su piazza Vittoria.

Il numero dei firmatari, peraltro, corrisponderebbe a quello richiesto per la indizione di un referendum consultivo cittadino (art. 66 dello Statuto del Comune di Brindisi). D’altronde, quando in passato si intese chiudere i corsi al traffico veicolare, la stessa Amministrazione comunale ha condotto un sondaggio, inviando 4.000 cartoline a famiglie brindisine con il risultato finale che  2.500 famiglie erano favorevoli alla chiusura contro 500 contrarie alla attuale ZTL su corso Garibaldi, tenendone correttamente in conto nella formulazione del piano urbano della mobilità (PUM).

I firmatari dell’appello non pretendono affatto di determinare la scelta dell’Amministrazione comunale, ma chiedono che essa sia frutto di discussione in Consiglio comunale ed eventualmente attraverso una consultazione popolare che possano consentire un iter decisionale partecipato e pienamente legittimo ed un corretto uso delle scarse – a detta dello stesso Sindaco – risorse finanziarie.

La mobilità urbana che possa permettere una corretta fruizione dell’area ed al contempo evitare impatti ambientali e socio-economici è frutto di un coordinamento fra i vari stakeholders, comprese le scriventi associazioni che, annoverando al proprio interno competenze nel settore, possono fornire indicazioni sulla mobilità sostenibile nella città di Brindisi.

A tal riguardo, riteniamo che la viabilità su corso Garibaldi non ha alcuna motivazione valida per il raggiungimento degli obiettivi prefissati; che anche sul lungomare Regina Margherita si stia compiendo un grave sconvolgimento degli equilibri ambientali, culturali ed architettonici; che la decisione di trasformare corso Umberto nel “salotto buono”possa essere corretta solo se estesa sulle aree limitrofe compresa quella di corso Garibaldi. Per le altre misure adottate ci sembra che, a cominciare da via Carmine e da via Cristoforo Colombo, esse annullino le soluzioni funzionali precedenti ed aggravino intasamenti, inquinamento e cattivi abitudini.

Non crediamo affatto di essere depositari del verbo, ma chiediamo che su una materia così complessa, che dovrebbe, quanto meno, andare in variante al PUT e al PUM, si indica un referendum, con ciò dimostrando pieno rispetto per i cittadini firmatari della petizione che chiedono, nel modo più pacifico e democratico possibile, di essere ascoltati e di farli esprimere attraverso quello strumento essenziale di democrazia diretta che è il referendum.

Le scriventi Associazioni, annunciano l'intenzione di consegnare le firme all'Amministrazione per il giorno 8 agosto ed attendono il riscontro alla presente da parte del Sindaco per un incontro propedeutico all'atto di consegna. Notifica della presente richiesta alla amministrazione comunale, verrà trasmessa ai singoli consiglieri comunali affinché essa sia oggetto di discussione nella prossima seduta consiliare.

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Legambiente Brindisi Circolo “Tonino Di Giulio”; Comitato Porta D’oriente; Fondazione Tonino Di Giulio; Confconsumatori; Associazione Il Faro; Forum Ambiente  Salute e Sviluppo; Gruppo I Mille Di Corso Garibaldi, A.I.C.S.;  Associazione Nazionale "Dalla Parte del Consumatore”

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