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Se i centri commerciali diventano bancomat per i rapinatori

Contano molto la prevenzione, il monitoraggio e le difese passive. Ma tutto ciò è possibile a Brindisi? Occorre un piano che funzioni

Proteggere un centro commerciale dalle incursioni di gruppi criminali è un compito molto delicato. E’ improponibile, infatti, affrontare i banditi all’interno, tra decine di clienti, con il rischio di scatenare un conflitto a fuoco. Quasi tutto si gioca sulla prevenzione: controlli degli accessi, delle aree circostanti, anche attraverso una videosorveglianza efficace che comprenda - in un’area definita dagli esperti – il monitoraggio delle targhe.

Se a Brindisi l’organizzazione ed i mezzi delle forze dell’ordine consentano ciò non è dato saperlo, perché – tranne i sindacati di polizia – nessuno parla mai della povertà dell’organico e degli equipaggiamenti. Ma molto è anche legato alla cosiddetta difesa passiva, e questa non può che essere in capo alla gestione dei centri commerciali. Il numero degli episodi gravi, delle irruzioni a mano armata tra la gente, le urla, a volte gli spari, è diventato allarmante.

Se i centri commerciali diventano accessibili ai rapinatori come bancomat qualsiasi la percentuale di rischio cresce inevitabilmente, ed anche la probabilità di un epilogo grave. Sino a questo momento, tra spaccate, rapine all’interno e all’esterno, se ne sono viste di ogni genere, e prendersela con le guardie giurate è del tutto fuorviante. E’ necessario un piano adeguato di tutela in cui ognuno deve fare la propria parte. Un piano che, possibilmente, funzioni davvero.

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