Cronaca

"Così lo sport può cambiare la mia Brindisi": il sogno di un architetto

Parola d'ordine: riqualificazione urbana. Secondo lo studio Moncloa, studio di architettura internazionale nato dall'idea di quattro architetti tutti residenti in diversi paesi, questo è possibile grazie anche allo sport. Tra questi Antonio De Castro, giovane architetto brindisino che è stato premiato a Ferrara nell'ambito del premio IQU 2014

BRINDISI – Parola d’ordine: riqualificazione urbana. Secondo lo studio Moncloa, studio di architettura internazionale nato dall’idea di quattro architetti tutti residenti in diversi paesi, questo è possibile grazie anche allo sport. Tra questi Antonio De Castro, giovane architetto brindisino che è stato premiato a Ferrara nell’ambito del premio IQU 2014 (Innovazione e Qualità Urbana) per il progetto Sport Spots definito, nel contesto della premiazione, “uno dei progetti di riqualificazione urbana più innovativi d'Italia”.pzza alto adige prop-2

Gli Sport Spots sono una rete di spazi pubblici che mirano ad attrezzare luoghi della città degradati o dismessi, attraverso non solo la riqualificazione strutturale di questi, ma fornendoli di attrezzature per lo sport. Così facendo si può ridare un nuovo aspetto a piazze ed altre aree, che diventano nuovi luoghi di aggregazione e di educazione all’attività sportiva, veicolando valori quali la condivisione. Marcello Balzani, uno dei componenti della giuria per il Premio IQU, ha definito gli sport Spots "un tipo di progettazione delicata, attentissima ai segni del luogo e ai bisogni delle persone reali, dove il grado di civiltà diventa l'elemento di valore”. (Nella foto a destra, piazza Alto Adige)

Nonostante il tentativo (purtroppo non compreso dall’amministrazione) di portare gli Sport Spots a Bruxelles nel 2014 in occasione della nomina della città di Brindisi a “Città Europea dello Sport 2014”, gli architetti non demordono e continuano a credere che il progetto sia fattibile grazie ai tanti bandi che la comunità europea mette pzza capuana prop-2a disposizione. Ed è proprio quello a cui punta Antonio, avvicinare Brindisi all’Europa creando un precedente che altre città possano seguire. “Spesso – dice Antonio - ci sentiamo periferia dell’Europa, ma non ci rendiamo conto che l’Europa siamo anche noi. Con questo progetto, Brindisi sarebbe accanto a Bruxelles, da cui ci dividerebbero solo dieci chilometri”– conclude ironicamente il giovane architetto.

Nel video servizio, assieme ad  Antonio ci siamo recati proprio in una delle piazze che ha suscitato l’entusiasmo della giuria e che ha condotto lo studio cosmopolita alla definitiva premiazione: Corte Orazio Flacco, al rione Commenda. Qui la Signora Patrizia, da tutti conosciuta come la signora di Venezia, capo scala del complesso, ci conferma che la piazzetta è stata completamente abbandonata dal comune, e che  i residenti si sono autonomamente attrezzati per darle almeno un aspetto decoroso. (Nella foto a sinistra, piazza Capuana)

 Nel ricordare come una volta fosse animata dai giochi dei bambini, “la signora di Venezia”, sostiene che brindisi ha bisogno di progetti come questo, volti a dare non solo un aspetto migliore alla città, ma che coinvolga tutte le fasce d’età a frequentare spazi aperti, muniti però di strumenti per le attività.

IL VIDEOSERVIZIO

Il progetto Sport Spot dunque ci conferma che Brindisi possiede delle eccellenze, che non vengono valorizzate, perché spesso si è più inclini a guardare gli aspetti negativi della città invece di leggere la città, come fa Antonio, con uno sguardo lungimirante e speranzoso, che ci avvicini a quel grado di civiltà che possa fare la differenza.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Così lo sport può cambiare la mia Brindisi": il sogno di un architetto

BrindisiReport è in caricamento