Cronaca

Crisi rifiuti: revocato il certificato antincendi all'impianto di Cdr. Oggi l'Oga

Ha i piedi di argilla il sistema degli impianti di trattamento dei rifiuti solidi urbani della provincia di Brindisi. Dopo il sequestro della discarica di Autigno nei mesi scorsi, in seguito ai risultati di una ispezione dell'Arpa che rilevò un alto tasso di inquinamento delle acque di falda, adesso tocca all'impianto del Cdr nella zona industriale del capoluogo, anche questo appaltato in gestione alla Nubile Srl

BRINDISI – Ha i piedi di argilla il sistema degli impianti di trattamento dei rifiuti solidi urbani della provincia di Brindisi. Dopo il sequestro della discarica di Autigno nei mesi scorsi, in seguito ai risultati di una ispezione dell’Arpa che rilevò un alto tasso di inquinamento delle acque di falda, adesso tocca all’impianto del Cdr nella zona industriale del capoluogo, anche questo appaltato in gestione alla Nubile Srl. E per i Comuni del Brindisino si profilano messi di impennata del costo dello smaltimento della frazione secca, perché sarà necessario ricorrere ad operatore privato di Massafra.

Il 14 agosto all’impianto è stato infatti ritirato il certificato di prevenzione incendi, in seguito ad un controllo effettuato dai tecnici del comando provinciale dei Vigili del Fuoco, a loro volta chiamati ad effettuare un sopralluogo dalla Asl, che stava accertando le condizioni del sito dopo le dispersioni di percolato dai camion rilevate dagli investigatori della sezione informativa della Digos, che l’11 agosto avevano seguito e sequestrato poi all’interno dell’impianto di Cdr un camion scarrabile dell’Ari Gialplast-Bianco, che effettua il servizio di raccolta rifiuti a Ostuni.

Alle 11 di oggi venerdì 21 agosto si riunisce l’assemblea dell’Organo di governo d’ambito (Oga) dei Comuni della provincia, sotto la presidenza del sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, per le determinazioni sull’emergenza. Secondo alcuni osservatori, il trasporto della frazione secca all’impianto di Cdr privato di Massafra non dovrebbe costare meno di 110 euro a tonnellata, o forse più.

Probabilmente si riaprirà anche la questione dei rapporti tra Oga e Nubile Srl alla luce di questo nuovo episodio che mette ulteriormente in crisi il ciclo dei rifiuti nel territorio, aggravando i costi che i cittadini stavano contribuendo ad abbattere raggiungendo nella maggior parte della città alte percentuali di differenziata. Se ne saprà di più dopo la riunione dell’Organo di governo d’ambito. Anche su questa situazione è al lavoro la Digos.

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