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Crollo intonaco a scuola, processo per dirigenti Comune e imprenditori

In sette accusati di aver frazionato artificiosamente gli incarichi professionali e di esecuzione di lavori

OSTUNI – Processo per tutti e sette gli imputati per i quali la Procura di Brindisi contesta l’abuso d’ufficio e la turbata libertà nella scelta del contrante, a conclusione dell’inchiesta bis sul crollo di una parte dell’intonaco in un’aula della scuola elementare Pessina, di Ostuni, avvenuto la mattina del 13 aprile 2015.

L'ingresso della scuola Pessina-2

Gli imputati

Sono stati rinviati al giudizio del Tribunale di Brindisi e hanno scelto il dibattimento, rinunciando a riti alternativi: Roberto Vitantonio Melpignano in qualità di dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune di Ostuni;  Salvatore Molentino professionista incaricato della direzione dei lavori per l’adeguamento del plesso alle norme di sicurezza; Stefania Farina, architetto incaricato per il risanamento della igienico sanitario; Vito Urgesi titolare della srl Messapia Intonaci; Antonio Barletta gestore di fatto della stessa srl; Armando Cafiero, titolare della ditta Acca Costruzioni; e Angelo Iaia titolare della Tecnoclima srl.

Nella giornata di ieri, 19 dicembre 2017, il giudice per l’udienza preliminare, Paola Liaci, ha accolto la richiesta di processo del pubblico ministero Pierpaolo Montinaro, in relazione ai lavori banditi dall’Amministrazione cittadina e realizzati nella scuola Pessina dal 2009 sino al 2015.

Le accuse

Alla base delle accuse mosse in concorso, il “frazionamento artificioso” per gli incarichi professionali e per l’esecuzione dei lavori. Più esattamente, secondo la ricostruzione del pm, i lavori per garantire la sicurezza e ottenere il certificato antincendio non sarebbero stati messi a gara, ma “divisi in tranche”. Con conseguente costo maggiore a carico dell’Ente e vantaggio dei privati.

I lavori

Secondo l’impostazione accusatoria i lavori necessari anche al “risanamento igienico sanitario” del plesso, di importo pari a un milione e 814.335,30 euro dovevano essere affidati “mediante un’unica gara pubblica” e invece non sarebbe stata questa la strada seguita dall’Amministrazione comunale della Città Bianca. “Di contro”, si legge nel capo di imputazione” è stata “pregiudicata la libera concorrenza, mediante mezzi fraudolenti consistiti nel portare artificiosamente sotto la soglia dei 40mila euro l’importo dei singoli lavori per cottimo fiduciario”, il Comune “ha eluso i principi di pubblicità e libera concorrenza nonché altri principi procedurali chiesti dal Codice degli appalti”.

La scuola Pessina-2

In tal modo, sarebbe stato “turbato il procedimento amministrativo di scelta del contraente con un artificioso frazionamento, senza alcuna plausibile ragione riportata nelle determinazioni adottate”. Fatti contestati dal 10 maggio 2014 sino al 31 dicembre successivo. Con “ingiusto vantaggio patrimoniale procurato intenzionalmente” ai privati e con “danno erariale al Comune di Ostuni che sborsava una somma superiore rispetto a quella che avrebbe erogato se fosse stata eseguita la gara pubblica”.

L’inchiesta

Stando alla contabilità tenuta dal sostituto procuratore, all’esito dell’esame della documentazione raccolta, su 1,8 milioni investiti, 666mila furono  assegnati alle ditte senza gara pubblica. Le indagini sui lavori furono avviate dopo il cedimento di un pezzo di intonaco in una classe del plesso la mattina del 13 aprile 2015: rimasero feriti due bambini e una maestra.

La difesa

 Nel collegio difensivo, gli avvocati Francesco Sabatelli, Domenico Terlizzi, Amleto Carobello, Francesco Stella, Giuseppe Tanzarella, Carlo Annese, Roberto Gualteri.

I dirigente del commissariato Angiuli al cancello posteriore della scuola Pessina-2

L’inchiesta principale è già arrivata a processo, davanti al Tribunale di Brindisi: gli imputati sono Salvatore Molentino, in qualità di direttore dei lavori, e Roberto Melpignano, dirigente dell’ufficio tecnico dell’Amministrazione comunale della Città Bianca, con l’accusa di lesioni personali colpose. Ha patteggiato  la pena Palmiro Brocca, di Lecce, legale rappresentante della ditta incaricata di eseguire i lavori di intonacatura del plesso scolastico: il concordato tra pm, difesa e gup, ha portato l’applicazione della pena pari a 13 mesi, con il riconoscimento dei benefici della sospensione e della non menzione, più un’ammenda e una multa. Anche per Brocca l’accusa mossa dalla Procura attiene alle lesioni personali.

Nel processo figurano come parti civili i due alunni (avvocati Alessandro Dello Russo e Michele Laforgia) e la maestra. Parte civile anche il Comune di Ostuni che in giudizio è rappresentato dall’avvocato Francesco Paolo Sisto.

 

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