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Il crollo del cantiere in via Lata

Il crollo del cantiere in via Lata

Crollo palazzo centro storico: 8 indagati

BRINDISI - Alle 11 dell’11/11/11 si udì un boato fra via Lata e via Bernardo De Royas: crollò in pochi secondi l’intera facciata di un palazzo. Fortuna volle che nessuno passava di lì in quegli istanti. A due anni dalla tragedia sfiorata il pm della procura di Brindisi, Iolanda Daniela Chimienti, ha chiuso le indagini su quell’episodio: 8 le persone indagate.

BRINDISI - Alle 11 dell'11/11/11 si udì un boato fra via Lata e via Bernardo De Royas: crollò in pochi secondi l'intera facciata di un palazzo. Fortuna volle che nessuno passava di lì in quegli istanti e che i due operai che si stavano occupando dei lavori di restauro stavano mangiando un panino a qualche metro di distanza. A due anni dalla tragedia sfiorata il pm della procura di Brindisi, Iolanda Daniela Chimienti, ha chiuso le indagini su quell'episodio: 8 le persone indagate, tra queste i due imprenditori titolari della ditta Roma (difesi dall'avvocato Rosario Almiento) i proprietari dell'immobile e l'allora funzionario dell'Utc di Brindisi, Francesco Di Leverano. L'accusa è di crollo colposo. Secondo il pm Iolanda Daniela Chimienti che aveva delegato le indagini allo Spesal della Asl di Brindisi vi sarebbe stata colpa, consistita in negligenza, imperizia e imprudenza alla base dell'improvviso cedimento di un'intera parete esterna del palazzo di due piani situato all'angolo fra via Lata e via Bernardo de Royas.

Non vi furono persone ferite, ma il rischio fu enorme per i residenti della zona. La stradina del centro storico fu completamente invasa dalle macerie e rimase chiusa per due giorni. Il boato alle 11 del mattino, quando gli operai dell'impresa edile erano a lavoro. Non vi furono, solo per pura coincidenza, conseguenze a persone. Gli indagati sono Pietro Palazzo, di Brindisi, di 59 anni; Barbara Diodicibus, 35 anni di Brindisi; Roberto Ravenda, 61 anni di Brindisi; Antonio Caselli, 63 anni di Brindisi; Francesco Di Leverano (l'ex dirigente funzionario dell'Utc del Comune), 47 anni di Brindisi; Massimo e Eugenio Roma, entrambi di Brindisi, rispettivamente di 41 e 42 anni e Caterina Bruno, 62 anni di Brindisi.Le indagini sono state condotte dallo Spesal e affidate all'ispettore Emilio Longo che ha di recente consegnato una relazione accurata al magistrato inquirente.Furono compiuti tutti gli accertamenti anche in materia di sicurezza sul lavoro. Secondo l'accusa non furono compiuti tutti i controlli e tutte le opere necessarie per scongiurare ogni pericolo per la pubblica incolumità. Era stata montata un'impalcatura che si piegò su se stessa. Il vicolo abitato del cuore di Brindisi, via De Royas, era chiuso al traffico da qualche tempo, ma non era inibito il transito ai pedoni. Anche in via Lata v'era divieto temporaneo di parcheggio per le auto perché vi erano lavori in corso, ma chiunque in quei frangenti, avrebbe potuto transitare di lì a piedi.

La parete del palazzo si sbriciolò. Rotolarono sulla pavimentazione di via De Royas grossi massi. Nei giorni precedenti aveva piovuto a dirotto e fu proprio contro allagamenti e le infiltrazioni di acqua che si puntò il dito. In molti, alcuni dei quali in possesso di competenze tecniche, in quella zona, dissero che si trattava di un epilogo annunciato. Una donna che abitava proprio accanto al palazzo, ora rimesso a nuovo, non si trovò sotto la pioggia di pietre soltanto per una pura casualità: appena uscita di casa, si accorse di aver lasciato i fornelli accesi e tornò a spegnerli. Le mura del suo appartamento tremarono.La zona è stata messa in sicurezza nei giorni successivi, ma le indagini su quei fatti sono comunque proseguite: otto le persone coinvolte, per le quali è ipotizzabile ora che la procura chieda che sia celebrato un processo.

 

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