Cronaca

Cumuli di posidonia sulla spiaggia libera. Dito puntato contro i gestori dei lidi

Quel che resta della spiaggia libera dell'ex lido Poste è quasi del tutto impraticabile a causa delle montagne di posidonia che si sono accumulate sulla battigia, rendendo impossibile l'accesso al mare. Sul social network Facebook c'è chi punta il dito contro i gestori degli stabilimenti balneari

BRINDISI - Quel che resta della spiaggia libera dell'ex lido Poste è quasi del tutto impraticabile a causa delle montagne di posidonia che si sono accumulate sulla battigia, rendendo impossibile l'accesso al mare. Sul social network Facebook c'è chi punta il dito contro i gestori degli stabilimenti balneari, accusandoli di aver depositato sulla distesa di sabbia i cumuli di alghe (così come volgarmente viene definita la posidonia) rimossi dai rispettivi lidi.

A supporto di tali accuse vengono mostrati dei segni chiaramente riconducibili alle ruote di un trattore impressi sulla sabbia, proprio vicino ai banchi di posidonia. C'è da dire che una parte consistente della posidonia è stata di sicuro trasportata dal moto ondoso degli ultimi giorni. Ma pare abbastanza verosimile l'ipotesi che ci sia anche la mano dell'uomo. Un internauta scrive: "Seguite le tracce della pala e vedrete che tolgono le alghe dai lidi privati per gettarle su quelle pubbliche".

Un altro utente gli risponde: "Vero, visto con i miei occhi". Un cittadino ha pubblicato un album fotografico dal titolo: "Spiagge libere utilizzate come discariche". Altrettanto significativo è il post che introduce le foto. "Anche le spiagge libere - si legge nel messaggio - sono soggette alla legge regionale del 2013. Bisogna ricordarlo ai signori amministratori. I frequentatori di queste, ormai, pochissime spiagge libere pagano le tasse come tutti e meriterebbero un po' più di rispetto e attenzione".

Pure l'amministrazione comunale, dunque, viene chiamata in causa. Perché gli interventi di abbancamento della posidonia lungo i tratti di litorale dati in gestione ai privati, spettano a quest'ultimi. Ma per quanto riguarda le spiagge pubbliche, è l'ente comunale che deve intervenire per garantire la piena fruibilità dell'arenile. Va chiarito che la posidonia, pianta acquatica tipica del mar Mediterraneo, secondo l'ordinanza balneare della Regione Puglia approvata con determina dirigenziale numero 258/2013, non può essere né conferita in discarica né asportata. I cumuli devono essere abbancati sul retro della spiaggia, dove potranno rivestire un ruolo fondamentale nella protezione della stessa dai fenomeni erosivi, contribuendo alla formazione di nuove dune.

A tal proposito, l'assessore comunale all'Ambiente Antonio Monetti, lo scorso 7 giugno, riferì testualmente a BrindisiReport: "Per quanto riguarda la posidonia abbiamo programmato degli interventi per abbancarla un po' più dietro, che verranno espletati nei prossimi giorni". "Stiamo sostenendo grossi sforzi per tenere le spiagge pulite - aggiunse l'assessore - la gente li sta apprezzando".

Almeno per quel che concerne la spiaggia dell'ex lido Poste, però, non tutti sono soddisfatti. Un residente del posto, infatti, assicura che la spiaggia non viene pulita almeno da una settimana, anche se i sacchetti dei bidoncini getta-carte vengono cambiati ogni mattina. E poi c'è chi se la prende con i soliti incivili. "In due giorni di mare - scrive una frequentatrice della spiaggia - ho raccolto due buste piene di cicche di sigarette lasciate dai frequentatori".

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