Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Da Punta del Serrone a Torre Guaceto, 14 telecamere contro vandali e inquinatori

Il litorale brindisino si attrezza contro vandali, inquinatori e incendiari. Otto telecamere verranno installate nell'area marina protetta di Torre Guaceto. Sei occhi elettronici punteranno verso il parco Punta Penne - Punta del Serrone, già finito nel mirino di qualche incivile. Il progetto definitivo riguardante il primo intervento, elaborato da Telespazio Spa, ha ottenuto lo scorso maggio il nulla osta del ministero dell'Ambiente

BRINDISI – Il litorale brindisino si attrezza contro vandali, inquinatori e incendiari. Otto telecamere verranno installate nell'area marina protetta di Torre Guaceto. Sei occhi elettronici punteranno verso il parco Punta Penne – Punta del Serrone, già finito nel mirino di qualche incivile. Il progetto definitivo riguardante il primo intervento, elaborato da Telespazio Spa, ha ottenuto lo scorso maggio il nulla osta del ministero dell’Ambiente, al termine di un lungo iter burocratico che in vari step ha coinvolto la conferenza dei servizi.

L’oasi brindisina (nella foto a destra) è stata ammessa insieme ad altre 13 aree marine protette italiane a un finanziamento del ministero degli Interni rientrante nel progetto L'Area marina protetta di Torre Guaceto“Sicurezza per lo sviluppo” 2007-2013, pari complessivamente a 16 milioni e 200 mila euro. Un milione di euro è stato stanziato per il consorzio di gestione di Torre Guaceto. I lavori dovrebbero partire al termine di questa estate e dovrebbero essere conclusi entro l’inizio di quella successiva. Le immagini riprese dalle telecamere saranno visibili in tempo reale sui monitor della Capitaneria di porto di Brindisi, da sempre in prima linea nel preservare l’integrità dell’oasi.

Sarà collegato a una postazione della polizia municipale, invece, l’impianto di videosorveglianza che sorgerà lungo il tratto di litorale compreso fra Punta Penne e Punta del Serrone, da poco trasformato in un parco attraversato da percorsi ciclabili e pedane di legno a ridosso della scogliera. I brindisini sono finalmente riusciti ad appropriarsi di questo scorcio di litorale (nella foto in basso a sinistra), assediato per anni da cumuli di amianto e rifiuti di ogni genere. Ma una volta finita la stagione estiva, c’è il rischio concreto che qualcuno ne possa approfittare per ridurre nuovamente l’area a una discarica abusiva (già qualche sacchetto, purtroppo, comincia a spuntare in mezzo alla macchia mediterranea).

Uno scorcio di parco Punta del Serrone-2-2Solo un efficiente sistema di telecamere può tenere alla larga i malintenzionati. Queste verranno posizionate in corrispondenza dei diversi varchi d’accesso al parco, in maniera da coprire tutto lo spazio visivo sul versante del mare. L’ufficio Urbanistica diretto da Fabio Lacinio ha attinto dalla parte residua, pari a circa 100mila euro, dei finanziamenti elargiti dalla Regione per la riqualificazione della zona. Si tratta di cifre risparmiate con i ribassi, subito reinvestite, sempre con il benestare di Bari, nel nuovo progetto.

L’appalto è stato aggiudicato in via provvisoria, attraverso una procedura negoziata, a una delle 5 imprese invitate dal comune: la Asieltech srl. Una volta approvato il progetto definitivo, dovrebbero occorrere circa 30 giorni per portare a termine l’opera. 

E non finisce qui, perché l’amministrazione comunale ha chiesto poche settimane fa alla Regione un finanziamento di 350mila euro per la ristrutturazione della torre costiera di Punta Penne, cui farà seguito un'ulteriore richiesta di finanziamento per il restyling della batteria Menga. Solo dopo l’eventuale realizzazione di tali opere, si chiuderà il cerchio sulla riqualificazione del parco con l’installazione di un impianto di illuminazione, fondamentale baluardo contro gli inquinatori incalliti che imperversano lungo la costa. 

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