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Screti lascia il carcere: in serata concessi i domiciliari

Per il gip cessati i pericoli di inquinamento prove e reiterazione del reato. L'istanza presentata martedì dopo che l'imprenditore ha parlato con i pm che lo accusano di corruzione nell'inchiesta sull'impianto di Cdr

BRINDISI – Dopo cinque notti trascorse in carcere, Luca Screti, l’ex amministratore unico della Nubile, nel tardo pomeriggio di oggi ha ottenuto gli arresti domiciliari: per il gip non ci sono più i pericoli di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato evidenziati nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita sabato mattina dagli agenti della Digos.

L’istanza era stata presentata dal suo difensore, Vincenzo Farina, martedì, dopo che l’imprenditore si era avvalso della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Licci, e ai pubblici ministeri Giuseppe De Nozza e Savina Toscani, salvo poi chiedere di parlare con i due pm per rendere dichiarazioni.

Sarebbe stato un colloquio piuttosto lungo, andato avanti sino a sera, terminato il quale Screti è stato riportato in cella. In carcere ha atteso che il gip valutasse la richiesta che il difensore ha motivato sostenendo il venir meno delle esigenze cautelari, riconducibili all’inquinamento delle prove e alla ripetizione di condotte analoghe a quelle contestate, dal momento che l’indagato non ricopre alcun ruolo all’interno della società Nubile.

Non è più amministratore unico, ha ceduto le quote della srl che erano a lui intestate e inoltre la gestione dell’impianto di Cdr oggetto dell’inchiesta per corruzione è venuta meno nel momento in cui l’Oga ha deliberato per la chiusura dei rapporti tra la parte pubblica e il privato.

Tutto riscontrato dalla documentazione prodotta dalla difesa. Ma ci sarebbe altro, per lo meno tenuto conto della successione degli avvenimenti nelle ultime ore: l’incontro con i pm e l’ottenimento dei domiciliari. Troppo ravvicinati per non ipotizzare che ci sia un nesso e che, quindi, Luca Screti, abbia ritenuto di dire qualcosa a chi lo accusa contestando il reato di corruzione, poi quelli di truffa aggravata ai danni del Comune di Brindisi e di quelli dell’Oga e di frode.

Si potrebbe ipotizzare che ha parlato di sé, della sua posizione, della genesi dell’appalto e avrebbe parlato dei suoi rapporti con l’ex sindaco Mimmo Consales con il quale, sempre secondo l’accusa, avrebbe avuto un accordo di tipo corruttivo, tanto da sostenere nell’ordinanza di arresto  che il primo cittadino ha speso il suo ruolo pubblico e amministrativo a sostegno degli interessi della Nubile srl. In tal modo asservendo in maniera stabile il ruolo e le funzioni di sindaco agli interessi della ditta che, alla fine, è riuscita a ottenere l’appalto di 176.514mila euro.

In cambio, seguendo la tesi dei pm, Screti avrebbe fornito a Consales il denaro necessario a pagare le rate di un debito che il sindaco aveva nei confronti di Equitalia per contributi previdenziali non versati quando era titolare della società di comunicazione News: 30mila euro, in tranche corrispondenti alle rate concordate con la società di riscossione.

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