Cronaca

Dalle coste brindisine a Ravenna: il viaggio di un maxi carico di marijuana

Partito dall''Albania, approdò sulle coste brindisine, per poi proseguire il suo viaggio fino all'Emilia. I carabinieri hanno ricostruito il percorso seguito da un carico di 107 chilogrammi di marijuana che la notte fra il 9 e il 10 febbraio venne sequestrato a Classe, alle porte di Ravenna. All'epoca dei fatti vennero arrestati un uomo e una donna

BRINDISI – Partito dall’’Albania, approdò sulle coste brindisine, per poi proseguire il suo viaggio fino all’Emilia. I carabinieri  hanno ricostruito il percorso seguito da un carico di 107 chilogrammi di marijuana che la notte fra il 9 e il 10 febbraio venne sequestrato a Classe, alle porte di Ravenna. All’epoca dei fatti vennero arrestati un uomo e una donna. Dopo ulteriori riscontri investigativi, le forze dell’ordine sono risalite all’intermediario. Si tratta del 40enne Saimir Bajrami, nato in Albania e residente nella provincia di Bologna. La droga, del valore sul mercato al dettaglio fino a oltre un milione di euro, era stata confezionata in pacchetti da uno e due chili sistemati in cinque grandi contenitori neri nascosti sotto sacchi di pellet da stufa poi risultato comperato dalla donna a Fasano (Brindisi).

Bajrami, che orbitava perlopiù su Castel Maggiore (Bologna), già da qualche tempo si trova nelle carceri albanesi in seguito all'arresto scattato a metà maggio dell'anno scorso dopo l'avaria del motore di un piccolo velivolo che avrebbe dovuto trasportare in Italia un carico di marijuana analogo (460 chili) a quello scoperto giusto poche poche settimane prima dai militari della Stazione ravennate di Savio.

In Albania era finito in arresto anche un 59enne di Mesenzana (Varese), alla cloche del piper atterrato in emergenza e non distante dal quale erano stati scoperti i borsoni con la droga. A Classe la marijuana era stata invece trovata in un furgone fermo verso le 2.30 fuori da una pizzeria e al cui volante c'era Luana Papale, incensurata, oggi 39enne, di Forlimpopoli (Forlì-Cesena), rappresentante di commercio nel settore alimentare.

I carabinieri avevano quindi esteso la perquisizione sia nella pizzeria che nell'abitazione attigua: qui era stato trovato un altro chilo circa di marijuana, oltre a tre etti di hascisc e a una pistola semiautomatica clandestina. Anche il gestore, come la donna, era stato arrestato: si tratta del 54enne Pietro D’Alaimo, originario di Stigliano (Matera) ma da tempo residente nella città romagnola: l'uomo era uscito pochi mesi prima dal carcere dopo avere patteggiato quattro anni e mezzo per quasi due etti di cocaina, che sempre i carabinieri gli avevano trovato nel suo locale nel febbraio 2013. Per il carico di marijuana, i due - secondo una nota dell'Arma - hanno patteggiato: lei due anni e 8 mesi, lui tre anni. Sui patteggiamenti pende ricorso in Cassazione.

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