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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca

Dalla gasiera sbarcano 114 profughi, condotti in due centri della provincia

E' stata approntata una task force costituita da oltre 200 persone, fra personale sanitario, forze dell'ordine e autorità competenti, per accogliere i 114 profughi, la maggior parte dei quali somali, sbarcati in serata dalla nave gasiera Teesta Spirit. Le operazioni si sono svolte senza intoppi. Nessuna emergenza sanitaria

BRINDISI – E’ stata approntata una task force costituita da oltre 200 persone, fra personale sanitario, forze dell’ordine e autorità competenti, per accogliere i 114 profughi, la maggior parte dei quali somali, sbarcati in serata dalla nave gasiera Teesta Spirit. Le operazioni si sono svolte senza intoppi. Nessuna emergenza sanitaria è stata riscontrata a bordo dell’imponente imbarcazione, classificata nella categoria delle navi chimichiere, approdata intorno alle ore 18 alla banchina di Costa Morena est.

Gli immigrati erano attesi da personale della Croce rossa e del 118, che ha allestito dei tendoni in cui sono stati effettuati i primi controlli DSC_0837-2medici sugli extracomunitari, supportato da poliziotti, carabinieri, finanzieri e volontari della Protezione civile. Fra i 114 “ospiti” della Teesta Spirit (25 donne e 89 uomini) vi era un numero imprecisato di minorenni. La loro odissea è iniziata lunedì mattina (28 luglio) al largo della Libia. Gli africani viaggiavano a bordo di un gommone, con ogni probabilità diretto verso l’isola di Lampedusa (Sicilia). Una volta in acque internazionali, i motori sono andati in avaria.

L’Sos lanciato dall’unità è stato raccolto dalla sala operativa del comando generale delle Capitanerie di porto di Roma. Come previsto dagli accordi internazionali, la Marina Militare ha chiesto alla nave mercantile più vicina al gommone, la Teesta Spirit appunto, di soccorrere i naufraghi. La gasiera, varata nel 2004 a Nassau, capitale delle Bahamas, era diretta in Turchia. Il ministero dell’Interno, di concerto con la Marina, ha scelto il porto di Brindisi come quello più adatto per lo scalo d’emergenza. Intorno alle 13 odierne, la Teesta si è fermata al largo dei laghi Alimini, in prossimità del porto di Otranto, per far visitare da personale medico salito a bordo un paio di donne in preda ai sintomi della disidratazione.

DSC_0749-2Nulla di grave, per fortuna. Poco dopo le 15, la nave ha ripreso la navigazione verso Brindisi. Alle 17,30,  ha raggiunto l’imboccatura del porto esterno. Espletate con l’ausilio di due rimorchiatori e di un mezzo degli ormeggiatori, le operazioni di attracco sono andate avanti per mezz'ora. Il primo a salire sulla gasiera è stato un medico inviato dal ministero della Sanità. Precedenza è stata data ai profughi più provati dalla lunga traversata.

Alcuni di loro erano a piedi scalzi. Indossavano una camicia e un paio di pantaloncini. C’era anche un ragazzino di circa 15 anni. Ha colpito poi l’immagine di un uomo sui 30 anni che scendeva dalla scaletta con un lenzuolo bianco avvolto intorno al corpo. Le operazioni di sbarco sono andate avanti fino alle ore 21. I più deboli sono stati accompagnati verso l’ospedale Perrino per ulteriori accertamenti. Gli altri, una volta completate le operazioni di identificazione, sono stati condotti al Cara di Restinco (che ne accoglierà 74) e alla struttura Green Garden di Carovigno (che ne ospiterà 45). Nelle prossime ore, poi, la Teesta Spirit riprenderà il suo viaggio alla volta della Turchia. (Le foto sono di Gianni Di Campi)

Le foto dello sbarco

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