Danneggiamento seguito da incendio, furto e spaccio: sette indagati

I provvedimenti riguardano un’operazione della Squadra mobile della Questura di Brindisi e del commissariato di polizia di Ostuni che il 10 luglio scorso portò all’arresto di quattro persone

OSTUNI - Avviso di conclusione indagini nei confronti di sette persone ritenute responsabili di danneggiamento seguito da incendio, furto e spaccio di sostanze stupefacenti. I provvedimenti riguardano un’operazione della Squadra mobile della Questura di Brindisi e del commissariato di polizia di Ostuni che il 10 luglio scorso portò all’arresto di Marco Conte 20 anni, la madre Irene Maraschio 44 anni, la fidanzata Silvia Epifani 20 anni e del patrigno di Conte, Giuseppe Cordella 44 anni. Furono raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché ritenuti responsabili di una serie di rapine perpetrate ai distributori di carburante siti sulla strada statale 379 all’altezza di Villanova. 

Le indagini non si sono fermate con l’arresto dei quattro presunti rapinatori. Le successive attività investigative hanno permesso di identificare gli autori degli eventi incendiari ricollegati presumibilmente ad un contesto finalizzato ad un preciso disegno criminoso di natura estorsiva, di un’attività di spaccio in particolare di hashish e di marijuana nonché di un furto aggravato. 

Sono stati acquisiti elementi probatori a carico di Marco Conte, facendo luce sul grave fenomeno degli incendi che aveva interessato il territorio di Carovigno agli inizi di giugno scorso. Raccolti indizi probatori, inoltre, nei confronti di L.V. 40 anni e T.A. 32 anni, in relazione allo spaccio di sostanze stupefacenti. 

Conte risulta anche responsabile del furto di un furgone di proprietà di un imprenditore locale, e dell’incendio dell’auto dello stesso. Oltre che dell’incendio di un esercizio commerciale sito nel centro storico di Carovigno, di un’auto di un imprenditore ortofrutticolo della zona e di un incendio alla porta di ingresso dell’abitazione di un soggetto noto alle forze dell’ordine. 

Per quanto riguarda V.P. le indagini hanno consentito di rilevare la sua condotta minacciosa nei confronti di un cittadino extracomunitario attraverso l’uso di un’arma detenuta illegalmente. Condotta perpetrata durante la Sorveglianza speciale. 

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