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Danni per il vento e per le buche: Comune in giudizio

Un brindisino chiede 17mila euro per essere inciampato in via Mogadiscio, l’altro per un divieto di sosta caduto sul lungomare

BRINDISI – Colpa del Comune se ci sono buche e i pedoni inciampano, così come è colpa del Comune se le raffiche di vento fanno cadere cartelli stradali. L’ente deve risarcire i danni, secondo due brindisini: l’uno e l’altro hanno città l’Amministrazione davanti al giudice di pace, chiedendone la condanna.

Gli atti di citazione

Il Comune di Brindisi-2A Palazzo di città gli atti di citazione sono stati notificati nelle scorse settimane e la struttura commissariale ha deliberato di costituirsi in giudizio per “resistere”. Non intende pagare né in un caso, né tanto meno nell’altro e per sostenere il “no” è stato conferito incarico agli avvocati interni Emanuela Guarino e Monica Canepa.

La caduta e i danni

La somma più elevata chiesta a titolo a ristoro ammonta a 16.906 euro e 78 centesimi da parte di un professionista, il quale sostiene che la sera del 12 dicembre 2017, poco prima delle 21, stava percorrendo il marciapiede al lato di via Lucio Strabone quando “giunto in prossimità dell’incrocio con via Mogadiscio, rovinava al suolo”. In altri termini cadeva “a causa della presenza di una disconnessione nella pavimentazione del marciapiede”. E per questo ha riportato lesioni personali, per le quali chiede il pagamento di 16.906,78 euro.

Secondo i funzionari del settore Lavori pubblici, “le asperità del piano pedonale erano agevolmente rilevabili con normale accortezza” e il motivo è presto detto: “Sul marciapiede, proprio al centro, c’è un palo della rete elettrica che impone attenzione per essere superato”. Secondo questa impostazione, quindi, era impossibile non vedere la buca e di conseguenza “emerge l’assenza di qualsivoglia responsabilità del Comune di Brindisi”.

Il vento e il segnale di divieto di sosta

L’altra richiesta è arrivata da un brindisino allo scopo di ottenere il risarcimento della somma pari a 990,64 euro come conseguenza di un incidente avvenuto la sera del 16 luglio 2017, attorno alle 23,30. Nel ricorso si legge che “a quell’ora parcheggiava l’auto, una Lancia Y, e si allontanava per pochi minuti, quando alle 23,40 a causa delle violentissime raffiche di vento e delle avverse condizioni meteo, cadeva un segnale verticale mobile indicante il divieto di sosta”. L’auto sarebbe stata danneggiata: cofano e paraurti anteriore. Alla richiesta ha allegato la fattura emessa da un’autocarrozzeria di Brindisi.

Dal settore Trasporti del Comune fanno sapere che “buona parte di viale Regina Margherita è regolamentata da varchi elettronici a controllo della zona a traffico limitata e che in tale area non è consentita la sosta”. Fatta questa premessa, secondo i funzionari di Palazzo di città “è ragionevole credere che la zona sia quella del demanio marittimo”. Vero è che quel cartello, sempre secondo quanto riferiscono dal Comune, si riferiva al periodo dell’arrivo delle navi da crociera e che l’Ente aveva ordinato alla partecipata Multiservizi di sistemare la segnaletica, conforme al Codice della Strada, in perfette condizioni di funzionalità. In quel provvedimento c’è scritto che l”impresa resta l’unica responsabile, sia in sede civile che penale, per danni arrecati a terzi e a cose e che il Comune di Brindisi resta sollevato da ogni responsabilità”. Colpa della Multiservizi, secondo il suo socio unico. Parola al giudice di pace.

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