Cronaca

"Danni per milioni di euro": anche Ostuni chiede lo stato di calamità

Dopo Torchiarolo, anche il Comune di Ostuni ha chiesto lo stato di calamità naturale per i danni "da milioni di euro" causati dal nubifragio di sabato mattina.

OSTUNI – Dopo Torchiarolo, anche il Comune di Ostuni ha chiesto lo stato di calamità naturale per i danni “da milioni di euro” causati dal nubifragio di sabato mattina. La giunta presieduta dal sindaco Gianfranco Coppola stamani (12 settembre) ha emesso una delibera attraverso cui si chiede al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di rivolgere tale istanza al presidente del Consiglio dei ministri. La richiesta dello stato di calamità è stata rivolta anche alla stessa Regione ed al ministero delle Risorse agricole, Alimentari e Forestali .

“Le piogge – si legge nella delibera - hanno provocato la piena e l'esondazione delle varie lame e canali che hanno invaso le zone contermini, arrecando gravi danni alle stesse infrastrutture idrauliche nonché alle strade, muri di recinzione, terreni agricoli”. Numerosi autoveicoli “sono stati danneggiati in quanto investiti da masse di acqua straripata dai canali”. Anche gli impianti di pubblica illuminazione hanno riportato danni. 

L’amministrazione comunale si riserva di presentare una stima dettagliata dei danni, che da un primo esame “ammontano ad alcuni milioni di euro”. Sono numerose le aziende agricole che tramite associazioni degli agricoltori e organizzazioni sindacali si sono rivolte al Comune.

Sono ancora impresse negli occhi, del resto, le scene di devastazione alle quali si è assistito sabato. L’acqua tracimata dai canali come un fiume in piena si è riversata sui terreni agricoli. La superstrada 379 Brindisi-Bari si è trasformata in un lago all’altezza di Villanova. Le strade provinciali che collegano la Città Bianca ai comuni limitrofi sono state ostruite da frane.

Due anziani coniugi che si trovavano nei pressi di uno dei canali esondati sono stati prelevati con l’elisoccorso dei vigili del fuico. Il villaggio turistico di Rosa Marina è stato invaso da un’ondata di fango sfociata in mare, con auto trascinate a decine di metri dal punto in cui si trovavano parcheggiate. I binari della stazione ferroviaria sono stati ricoperti dalla melma, con smottamenti che hanno bloccato per ore il treno intercity Lecce-Bari. Alcuni muri (come accaduto al cimitero) sono crollati.

L’acqua si è insinuata anche nel municipio e nei seminterrati dell’ospedale civico,  mandando in tilt l’ufficio analisi e il reparto di Radiologia. I vigili del fuoco, affiancati dai volontari della Protezione civile, hanno lavorato incessantemente fino alla tarda serata di domenica per liberare gli scantinati. Di tutto ciò il sindaco Coppola parlerà di persona con gli amministratori regionali, nel corso di un incontro convocato per il pomeriggio presso la sede della Regine. Alle 18, poi, si svolgerà una seduta del consiglio comunale.

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