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Danno erariale, ex dirigente Comune condannato a pagare due milioni di euro

Notificata a Palazzo di città la sentenza esecutiva della Corte dei Conti: l’Ente ha dato mandato al concessionario per la riscossione mediante iscrizione a ruolo

BRINDISI – Somma a sette cifre, a titolo di danno erariale legato al caso Infotirrena, che un ex dirigente del Comune di Brindisi dovrà versare all’Ente: due milioni e 147mila euro, stando alla sentenza esecutiva della Corte dei conti.

La sentenza

Il commissario Santi Giuffré-2La copia è pervenuta a Palazzo di città lo scorso 11 dicembre e si riferisce alla pronuncia dei magistrati della Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale per la Puglia, prima sezione, davanti ai quali è stato discusso il ricorso presentato dagli avvocati dell’ormai ex dirigente dell’Amministrazione che per un breve periodo di tempo aveva la responsabilità del settore Servizi finanziari e che poi è passato alla gestione di altra ripartizione, fino a quando non è andato in pensione.

Infotirrena

Sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti, prima sezione centrale d’Appello, è finito il caso dell’arrivo a Palazzo di città nel 2008 della società Infotirrena, sede legale a Follonica in provincia di Grosseto, a cui furono affidati i conteggi per minori entrate Ici, da chiedere allo Stato, in relazione ai fabbricanti rientranti nella categoria D, vale a dire opifici, gli alberghi, i fabbricati destinati ad attività industriali, commerciali o agricole non iscritti in catasto. In seguito a questi accertamenti, il Comune di Brindisi ha incassato quasi trenta milioni di euro, con riferimento al periodo di tempo compreso tra il 2001 e il 2007. La contestazione

La contestazione era legata alla decisione dell’Ente di non procedere con gara, ma con affidamento diretto. Secondo la Corte dei Conti,  il Comune di Brindisi avrebbe dovuto aderire, come molti altri comuni, alla convenzione fra il Consorzio E- Progress, società d informatica, consulenza e sviluppo software, e l'Anutel, associazione nazionale uffici tributi. L’Amministrazione ha sempre sostenuto di non aver molto tempo a disposizione e di aver scelto la Infotirrena, in quanto "unica società di propria conoscenza, iscritta regolarmente all'Albo dei soggetti abilitati ad accertare e riscuotere Entrate di competenza degli Enti locali, in grado svolgere le necessarie verifiche preliminari e conseguentemente approntare la necessaria documentazione entro il prossimo 30 giugno, al fine di poter predisporre la documentazione necessaria per formulare l'istanza di contributo al ministero per l'esercizio 2007 ed eventualmente per gli anni pregressi. La società, inoltre, “si era dichiarata disposta, per le vie brevia svolgere la commessa dietro il compenso 14 per cento sul contributo statale, da erogarsi, soltanto nel caso di concessione del contributo”.

Ma per la Corte in tal modo, il Comune si è esposto al pagamento di una somma pari a quattro e 408 mila euro in favore di Infotirrena, importo che "ha costituito, sia pure in parte, un rilevante indebito oggettivo, una spesa inutile, antieconomica che con una maggiore accortezza” poteva essere risparmiata.

L’ex assessore

Per questo affidamento era finito sotto giudizio l’ex assessore alle Finanze di quel periodo, l’avvocato Mario Pennetta, per il quale c’è stata assoluzione definitiva, con diritto al rimborso delle spese legali sostenute nel procedimento, per 18mila euro,  perché “non è stata accertata alcuna colpa” in quanto Pennetta non era un tecnico, ma espressione della parte politica e in tal senso è stata affermata una sorta di esimente. E’ stato nella Giunta di centrodestra dal primo gennaio 2007 al 31 dicembre del 2009.

Diversa la valutazione dei magistrati rispetto all’ex dirigente perché, alla fine, la condanna c’è stata, anche se la Corte dei Conti ha “tagliato” la richiesta di risarcimento danni in favore del Comune: inizialmente, infatti, era stati chiesti al funzionario 3.060.230 euro, oltre interessi maturati e maturandi fino al giorno dell'effettivo soddisfo. In sede di Appello, in accoglimento di alcune eccezione sollevate dalla difesa, l’importo è sceso a “2.147.000,00 oltre oneri accessori della rivalutazione monetaria (secondo i criteri applicati dal primo giudice) fino alla data di pubblicazione della presente sentenza, oltre interessi legali sulle somme rivalutate, da questa stessa data sino al soddisfo”.

Il recupero

Poiché l’esiguo personale in forza al settore Affari Legali è “oltremodo oberato da ingenti e delicati carichi di lavoro, tali da non poter garantire una puntuale e tempestiva evasione degli adempimenti connessi a detta sentenza, si ritiene necessario procedere al recupero coattivo delle somme”. In che modo? “Mediante iscrizione a ruolo ai sensi della normativa concernente, rispettivamente, la riscossione dei crediti dello Stato e degli enti locali e territoriali. Per questo il Comune, con delibera del commissario Santi Giuffrè, ha conferito incarico al dirigente del settore Servizi finanziari affinché proceda con la società di riscossione. Nella delibera non è indicato il nome del dirigente.

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