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Data alle fiamme l'auto della moglie del sindaco: spente in tempo

Carovigno: provvidenziale intervento di un vicino. I carabinieri al lavoro per identificare scenari e autori

CAROVIGNO - Riprende, dopo una breve interruzione, la spirale degli attentati a Carovigno. E questa volta nel mirino è finita l'auto della moglie del sindaco Carmine Brandi, data alle fiamme alle fiamme oggi attorno alle 6,30 del mattino, davanti all'abitazione del primo cittadino. Sul grave episodio indagano i carabinieri del Reparto operativo e radiomobile della compagnia di San Vito dei Normanni, gli stessi che hanno scavato per lunghi mesi nelle attività corruttive di una società di Carovigno, la Reteservizi Srl, in provincia di Brindisi e in altri territori della Regione, con il coinvolgimento di amministratori e funzionari pubblici.

Sino a questo momento sono stati principalmente due gli scenari della catena di attentati sviluppatasi negli anni recenti. Uno è costituito dalle vicende della società in house Carbinia, di cui proprio in queste settimana è stato completato il salvataggio, con un'opera di risanamento finanziario cominciata nel 2015 con l'approvazione del debito fuori bilancio, proseguita con la procedura di liquidazione, e completata con la riorganizzazione del personale e l'aumento delle ore lavorative, e la trasformazione in Nuova Carbinia Surl.

Il prefetto annuncia giro di vite

Il secondo scenario è quello degli interessi attorno alle attività economiche dell'Area marina protetta e Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto, con una lunga sequenza di incendi di beni di amministratori e dipendenti del Consorzio di gestione, e anche qui di pubblici amministratori, sino all'anche esso recente cambio al vertice, con l'insediamento alla presidenza dell'ex prefetto di Brindisi e Bari, Mario Tafaro, proprio su designazione del sindaco Carmine Brandi.

Può essere inquadrato in uno di questi filoni anche l'episodio avvenuto questa mattina all'alba? Lo diranno le indagini degli investigatori dell'Arma, diretti dal capitano Diego Ruocco e dal tenente Alberto Bruno, che stanno cercando di identificare gli autori dell'attentato alla Citroen C3 della consorte del sindaco. Le fiamme sono state spente dall'intervento di un vicino di casa, che ha limitato i danni. L'incendio si è sviluppato dallo pneumatico anteriore sinistro, dove, probabilmente, è stata collocata, secondo una tecnica ormai plurisperimentata, una tavoletta di combustibile solido.

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