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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

"Datterari" brindisini beccati a Gallipoli

GALLIPOLI – Sorpresi dalla polizia mentre completavano una giornata di pesca ai datteri di mare, specie protetta di cui da molti anni sono vietati prelievo, commercializzazione e consumo, con l’intera filiera dal pescatore al ristorante giudicata fuorilegge. Ma la richiesta è alta, come per il whisky durante il proibizionismo negli Usa. Il dattero di mare è nei desideri di molti, e c’è chi continua a rischiare, sia in acqua che ai fornelli, per soddisfare la domanda. Come i brindisini A.F. e C.V., di 48 e 42 anni, colti in flagranza di reato da una pattuglia della squadra nautica della Polizia di Stato, di stanza nel porto di Gallipoli.

GALLIPOLI - Sorpresi dalla polizia mentre completavano una giornata di pesca ai datteri di mare, specie protetta di cui da molti anni sono vietati prelievo, commercializzazione e consumo, con l'intera filiera dal pescatore al ristorante giudicata fuorilegge. Ma la richiesta è alta, come per il whisky durante il proibizionismo negli Usa. Il dattero di mare è nei desideri di molti, e c'è chi continua a rischiare, sia in acqua che ai fornelli, per soddisfare la domanda. Come i brindisini A.F. e C.V., di 48 e 42 anni, colti in flagranza di reato da una pattuglia della squadra nautica della Polizia di Stato, di stanza nel porto di Gallipoli.

Compito principale della squadra nautica, vigilare assieme alle altre forze dell'ordine sulla estesa riserva marina di Porto Cesareo, che vuol dire svolgere anche un servizio di perlustrazione lungo il litorale a bordo delle auto di servizio. La coppia di datterari brindisini è stata individuata in questo modo. La vecchia Bmw station wagon dei due pescatori di frodo è stata localizzata proprio nei pressi della scogliera nella zona di Torre Inserraglio, in fondo ad uno degli sterrati che portano dalla litoranea al mare.

A bordo c'erano autorespiratori ad aria. Primo elemento sospetto. E infatti poco distante i poliziotti hanno notato uno dei due pescatori che aiutava l'altro a trasferire sugli scogli prima il pescato, in tre sacchetti, poi le bombole che aveva utilizzato e il resto dell'attrezzatura, picozza a due tagli inclusa. Gli agenti si sono fatti avanti ad operazione appena conclusa, per inchiodare A.F. e C.V. alle loro responsabilità. L'intero equipaggiamento e i circa 5 chili di datteri sono stati sequestrati (distruzione e rilascio in mare per i molluschi, su disposizione del pm.

Per i due pescatori di frodo l'elenco delle violazioni inserite nella denuncia alla procura di Lecce è lungo, e comprende la pesca con l'autorespiratore vietata in Italia sin dal 1981, la pesca in area marina protetta, il prelievo di una specie vietata, il danno ambientale. Entrambi i brindisini hanno precedenti specifici, ma evidentemente non si sono lasciati intimorire dalla precedenti denunce.

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