Cronaca

Morto Damiano Giudice: la sua salumeria un pezzo di storia popolare

Senza il panino da Damiano Giudice non era un “zumpo” come si deve. Non si poteva passare la mattinata vagando tra il Monumento al Marinaio e la banchina Millo in preda ai crampi della fame

BRINDISI – E’ morto stamani poco prima dell’alba nella sua abitazione, a 82 anni, Damiano Giudice, salumiere del centro storico di Brindisi. Se lo è portato via un attacco cardiaco. Pensando a lui ci ricordiamo di quando, giovani studenti del Liceo Scientifico Monticelli, ci concedevano una mattinata al sole del Casale invece che seguire l’ordine perentorio della campanella di inizio delle lezioni, che chiamava a raccolta noialtri sparsi in Largo S. Paolo. Servivano 60 lire a testa, e non sempre le avevamo: 40 per la motobarca andata e ritorno, altre 20 (strategiche) per una profumata rosetta con una sola fetta di mortadella.

Damiano Giudice-2Senza il panino da Damiano Giudice non era un “zumpo” come si deve. Non si poteva passare la mattinata vagando tra il Monumento al Marinaio e la banchina Millo in preda ai crampi della fame. Il panino andava mangiato non subito, ma almeno un’ora dopo lo sbarco, resistendo alla tentazione. Doveva permettere di affrontare le ore che separavano dal ritorno a casa, soprattutto ai pendolari.

E allora, appena svoltato l’angolo della chiesa di San Paolo per defilarsi da eventuali avvistamenti da parte del preside o di qualche insegnante, il piccolo gruppo dei richiedenti “giornata libera” si radunava per fare una rapida verifica delle risorse disponibili: priorità al panino e poi al passaggio di sola andata della motobarca. Spesso ci toccava dividere una rosetta in due, qualche volta – dobbiamo confessarlo – abbiamo provato anche a chiedere credito.

Insomma, quella bottega in via Tarantini, sotto la Loggia Balsamo, vista da studenti dell’epoca era ed è uno dei luoghi della memoria degli anni a cavallo tra i Sessanta e i Settanta, così pieni di cambiamenti e di speranze. Anche se è stata abbandonata da Damiano Giudice ormai da tempo, per trasferirsi a pochi metri di distanza in via Duomo, dove lui ha lavorato sino a sabato. La sua ultima fatica. Le esequie domani alle 9,30 in Cattedrale. A due passi dalla bottega e non molto lontano dalla motobarca.

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