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Francesco Cascione in auto tra i carabinieri

Francesco Cascione in auto tra i carabinieri

Cascione cambia avvocato, confessa il teorema appalti e vuole patteggiare

L'ex sindaco di Cellino San Marco, l'avvocato Francesco Cascione detenuto dal 10 aprile scorso, giorno del blitz, ha cambiato atteggiamento nei confronti degli inquirenti: il 13 aprile aveva negato davanti al gip di aver mai preteso e accettato tangenti dalle imprese alle quali venivano affidati gli appalti

CELLINO SAN MARCO - L’ex sindaco di Cellino San Marco, l’avvocato Francesco Cascione detenuto dal 10 aprile scorso, giorno del blitz, ha cambiato atteggiamento nei confronti degli inquirenti: il 13 aprile aveva negato davanti al gip di aver mai preteso e accettato tangenti dalle imprese alle quali venivano affidati gli appalti del piccolo centro della zona sud del Brindisino, ora davanti al pm Antonio Costantini ha ammesso gli addebiti, probabilmente avrà anche precisato alcuni ruoli, ma sostanzialmente ha calato lo scudo davanti alle ipotesi di reato di associazione per delinquere, concussione, peculato, turbativa d’asta (corruzione per alcuni imprenditori) contestate alle 14 persone, Cascione incluso, dal giudice delle indagini preliminari, finite nel blitz “Do ut des” condotto dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi su indagini svolte tra il dicembre 2012 e l’aprile 2014.

Cascione avrebbe proposto un patteggiamento della pena a 3 anni e 6 mesi. Deciderà il giudice dell’udienza preliminare anche sulla base del parere del pubblico ministero. La scelta di Cascione ha comportato anche la rinuncia di un difensore. L’avvocato Massimo Manfreda infatti non difende più l’ex sindaco di Cellino San Marco, avendo rimesso il mandato per insanabili divergenze sulla strategia difensiva. Cascione nel lungo interrogatori della scorsa serata davanti al pm Costantini è stato assistito dal solo avvocato Giuseppe Guastella. La posizione di Cascione, che aveva ottenuto i domiciliari dal tribunale del riesame a fine aprile, obiettivamente seminerà scompiglio tra le fila degli altri 13 indagati.

Grazie alle indagini dei carabinieri, il 18 aprile 2014 il consiglio comunale di Cellino San Marco era stato sciolto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, per condizionamento mafioso. Cascione aveva protestato: “Se sono un mafioso adesso devono arrestarmi”. Gli investigatori dell’Arma avevano raccolto all’epoca, abbondante materiale probatorio per definire il profilo illecito della gestione degli appalti e dei concorsi comunali, incamerando intercettazioni su intercettazioni tra imprenditori, e tra politici locali e imprenditori. Tutta la giunta Cascione è stata arrestata nel blitz del 10 aprile scorso, ad eccezione dell’avvocato Marina Del Foro, estranea ai fatti considerati dalle indagini.

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