Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Lido Sant'Anna: sospeso il verbale di accertamento, resta il nodo sequestro

Il Tar accoglie in parte il ricorso presentato dagli avvocati del titolare: "Le autorizzazioni per l'esercizio non sembrano avere carattere stagionale"

BRINDISI – Si fa sempre più complicata la situazione di lido Sant’Anna. Il Tar di Lecce nella giornata di oggi (mercoledì 6 giugno) ha disposto la sospensiva del verbale di accertamento in cui si rilevavano delle violazioni amministrative emesso lo scorso 6 luglio dalla Polizia Locale di Brindisi, ma non ha sospeso l’efficacia del provvedimento di sequestro amministrativo ai fini della confisca eseguito due giorni dopo (l’8 giugno) sempre da parte della Polizia Locale. E’ stata accolta solo in parte, dunque, l’istanza di sospensiva avanzata dagli avvocati Lorenzo Durano e Giuseppe Duranto per conto del titolare dello storico stabilimento balneare situato sulla litoranea nord di Brindisi, Francesco Cariulo, al centro di un intricato contenzioso fra la società Cariulo Agostino & C. Sasi e l’amministrazione comunale di Brindisi, per dei presunti casi di abusivismo.

Non è semplice orientarsi fra i meandri di ricorsi, contro ricorsi, sequestri e dissequestri che si succedono da anni, in una battaglia legale senza fine. L’ordinanza odierna conferma in sostanza il decreto tramite il quale il Tar di Lecce, lo scorso 22 giugno, aveva sospeso il verbale di accertamento e contestazione di violazione amministrativa del 6 giugno, senza intaccare i sigilli alla sbarra di ingresso, alle cabine e ai servizi apposti l'8 giugno, precisando che “le autorizzazioni n. 455/A e n. 455/B rilasciate nel 1987 dal Comune di Brindisi per l’esercizio dello stabilimento balneare denominato ‘Lido Sant’Anna’ non sembrano avere carattere stagionale’”. La posizione del Tar differisce dunque da quella dell’Amministrazione comunale, che ha chiesto al gestore la presentazione di una Scia (segnalazione certificata di inizio attività) per poter avviare le attività dello stabilimento, per l’estate 2021. E inoltre resta da sciogliere il nodo del sequestro. Lo stabilimento balneare è accessibile (ma non per quanto riguarda i servizi) dallo scorso 1 luglio, sulla base di una sospensione provvisoria del provvedimento di sequestro firmata dal comandante della Polizia Locale, a seguito dell'istanza di dissequestro avanzata dai legali della società. Ma adesso, alla luce di questo nuovo pronunciamento del Tar, cosa accadrà? La questione è al vaglio degli avvocati dell’amministrazione comunale e del comando di Polizia Locale. 

La matassa, insomma, è davvero intricata. Basti pensare che la decisione di oggi è stata preceduta, nella giornata di ieri (6 luglio), da una sentenza che ha bocciato il ricorso presentato dagli stessi avvocati di Cariulo contro una nota con cui il dirigente settore Urbanistica del Comune di Brindisi, l’11 maggio 2015, aveva respinto l’istanza per l'accertamento di conformità presentata dalla società per alcune opere edilizie realizzate nello stabilimento. Bocciata anche la richiesta di annullamento del parere dirigenziale dell’8 maggio 2015, contrario alla sanatoria edilizia e favorevole alla demolizione e ripristino dello stato dei luoghi. Lo scontro a suon di carte bollate fra Cariulo e il Comune si innesta in un ulteriore contenzioso fra il titolare del lido e un privato, riguardo alla proprietà di alcuni suoli che si trovano entro il perimetro dello stabilimento. Non a caso gli avvocati dell’imprenditore sostengono che i presunti abusi non riguardano un’area demaniale. 

“Il lido – rimarca l’avvocato Giuseppe Durano – può riaprire a pieno titolo perché ha tutte le autorizzazioni. Resta il nodo di quelli che sono gli immobili contestati dal Comune e che non avrebbero titolo edilizio, oggetto di condono e sanatoria che dovranno essere decisi dal Tar. Ma anche se fossero decisi negativamente, non inficiano l’autorizzazione all’esercizio dello stabilimento balneare”. Il concessionario, ad ogni modo, per risolvere questa annosa questione, è intenzionato a presentare un progetto che preveda, per sistemare il lido e renderlo più fruibile, l’abbattimento di tutto ciò che sarà ritenuto eventualmente abusivo, in maniera tale da adeguare lo stabilimento alle nuove direttive, “fermo restando che le autorizzazioni ci sono – conclude Durano – sono pienamente valide e non sono stagionali”. 
 

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