Degli scavi resteranno solo i calchi

BRINDISI – Dalla giunta, stamane, è arrivato l’ok: la prossima settimana, forse già a partire da lunedì, gli scavi di viale Regina Margherita verranno ricoperti. I resti di Porta Reale emersi di fronte la sede della Capitaneria di Porto saranno sepolti sotto cumuli di terra.

Gli scavi di Porta Reale (1)

BRINDISI – Dalla giunta, stamane, è arrivato l’ok: la prossima settimana, forse già a partire da lunedì, gli scavi di viale Regina Margherita verranno ricoperti. I resti di Porta Reale emersi di fronte la sede della Capitaneria di Porto saranno sepolti sotto cumuli di terra, ma non finiranno nel dimenticatoio.

L'Amministrazione comunale sta studiando infatti due possibili soluzioni per tramandarli a futura memoria: la prima prevede la realizzazione di un calco dei due blocchi di pietra che costituivano le fondamenta della porta (eretta nel XV secolo insieme a Porta Mesagne e Porta Lecce nell’ambito delle opere di fortificazione di Brindisi, per poi essere demolita, nella prima metà del 1700, durante i lavori di sistemazione del porto progettati da Andrea Pigonati); la seconda, l’elaborazione di un modello tridimensionale dei reperti emersi durante i lavori di ristrutturazione del lungomare.

L’assessore all’Urbanistica Pasquale Luperti affronterà la questione insieme agli esperti della Soprintendenza. L’ipotesi di valorizzare gli scavi lasciandoli in vista, magari attraverso l’utilizzo di una teca di vetro, era stata scartata ormai da mesi. Il motivo? Esigenze di carattere igienico-sanitario. Dal sottosuolo affiorano infatti le condutture della rete fognaria e i tubi utilizzati per il trasporto del gas.

“Le tecnologie moderne – spiega l’architetto Fabio Lacinio, dirigente dell’ufficio tecnico – ci consentono di mantenere memoria di quello che abbiamo scavato”. L’idea è quella di installare una serie di pannelli raffiguranti il lungomare brindisino nelle 4 fasi storiche (XVI, XVIII, IXX e XX secolo) di cui gli scavi hanno restituito varie testimonianze.

Oltre alle fondamenta di Porta Reale, il sottosuolo custodiva le cisterne per la decantazione delle acque piovane scoperte di fronte a Palazzo Montenegro, un tratto di muratura d’epoca messapica rinvenuto a ridosso della scalinata Virgilio, una colonna marmorea (trasferita presso la Casa del turista in attesa di una sistemazione definitiva), i resti di alcuni moli risalenti al XVII secolo e una bitta settecentesca.

Di tutto questo, fanno sapere da Palazzo di città, non si perderà traccia. “Entro la fine del mese – assicura l’assessore Luperti – taglieremo il nastro del nuovo lungomare”.

 

 

 

 

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