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Venerdì, 21 Giugno 2024
Cronaca Oria

Beni culturali di provenienza illecita nel castello Svevo di Oria: due denunce

Cinquanta pezzi, fra cui reperti ceramici e bronzei, posti sotto sequestro dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, a seguito di un controllo effettuato nel 2023

ORIA – Beni culturali di provenienza illecita sono stati rinvenuti nel castello Svevo di Oria dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Bari. Due persone sono state denunciate a piede libero, presso la Procura della repubblica di Brindisi, per i reati, in concorso, di opere illecite su beni culturali, danneggiamento di patrimonio archeologico e ricettazione di beni culturali.

L’attività rientra in una serie di servizi svolti dai militari nell’arco del 2023, fra la Puglia e la Basilicata,  che hanno consentito di recuperare e restituire al patrimonio culturale italiano un totale di 8076   beni culturali a rischio di definitiva dispersione sul territorio internazionale.

Nell’ambito di una verifica amministrativa sulla collezione archeologica già denominata “Martini-Carissimo”, storicamente legata al Castello Svevo di Oria, “sono emerse criticità - si legge in un comunicato del Nucleo Ntpc - sull’osservanza delle misure di protezione e conservazione della importante collezione privata, costituita da circa 800 reperti di pregevole fattura, oggetto di attività illecite che hanno procurato anche il danneggiamento di alcuni esemplari”.

“Le verifiche, condotte in sinergia con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Brindisi e Lecce – si legge ancora nella nota stampa - hanno consentito di rilevare le generali condizioni di inadeguatezza delle modalità di custodia dei beni culturali archeologici - rimossi dal luogo di destinazione in assenza delle dovute autorizzazioni - e di rinvenire circa 50 pezzi (fra cui reperti ceramici e bronzei), non inclusi nell’elenco della decretazione di vincolo della collezione e detenuti in violazione delle norme che disciplinano i rinvenimenti e il possesso di beni archeologici”: 

“L’attività ha consentito di sottoporre a sequestro i beni culturali di provenienza illecita  - conclude il comunicato - e di deferire alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Brindisi due persone per i reati, in concorso, di opere illecite su beni culturali, danneggiamento di patrimonio archeologico e ricettazione di beni culturali”. 
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