Estorsione a una dipendente: denuncia e interdizione per un ristoratore

Sotto la minaccia del licenziamento avrebbe costretto i dipendenti a lavorare più ore di quanto previsto dal contratto di lavoro. Indagini della Guardia di finanza

BRINDISI – Sotto la minaccia del licenziamento, avrebbe costretto una dipendente a lavorare per un numero di ore nettamente superiore rispetto a quello previsto dal contratto di lavoro. Il titolare di un bar/ristorante situato nel centro di Brindisi è stato denunciato a piede libero per il reato di estorsione e per un anno non potrà esercitare l’attività imprenditoriale. 

I militari del Nucleo di polizia Economico-Finanziaria della guardia di finanza di Brindisi gli hanno notificato nella giornata odierna (martedì 14 maggio) un provvedimento di interdizione dall’esercizio delle attività commerciali emesso dal gip del tribunale di Brindisi, su richiesta del pm che ha coordinato le indagini, Pierpaolo Montinaro.

E’ partito tutto da una denuncia sporta circa sei mesi fa da una dipendente. I riscontri effettuati dalle Fiamme gialle, poi, hanno fatto emergere un sistema illecito di gestione del personale da parte del titolare dell’impresa. Tale sistema, appunto, sarebbe consistito nel pretendere un numero di ore lavorative superiore rispetto al dovuto. 

I finanzieri hanno inoltre contestato numerosi illeciti amministrativi in materia di contrasto al lavoro sommerso e irregolare. Da quanto accertato dagli inquirenti, in particolare, cinque lavoratori sono stati assunti in nero per un periodo di tempo di circa due mesi, mentre altri 13 sono stati assunti irregolarmente.  Accertata anche un’evasione contributiva per oltre 20mila euro. 

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