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Cronaca

La denuncia: "All'ospedale Perrino mi hanno asportato il surrene sbagliato"

L'intervento in laparoscopia oggetto delle indagini della procura. Le era stato consigliato di agire contro una massa tumorale, ma nel referto era indicata la ghiandola sinistra al posto di quella destra. L'équipe che ha operato ha reiterato il tragico errore

BRINDISI - Tutto sarebbe nato da un primo referto, sbagliato. Vi è indicato, correttamente, l'intervento da eseguire: una surrenectomia laparoscopica, per agire contro una massa tumorale di quattro centimetri. Il problema è un altro: è indicato il surrene sbagliato, quello sinistro, mentre della tac si evince che la ghiandola da asportare è quella destra. Il tragico errore è stato poi reiterato al Perrino, dall'équipe che ha eseguito l'intervento. La povera paziente ha quindi ascoltato le scuse e la costernazione del medico. E ha deciso di sporgere denuncia, assistita dall'avvocato Sandra Di Monte. Il racconto che viene sciorinato qui si basa soprattutto sulla denuncia presentata alla stazione carabinieri di Carovigno. La procura di Brindisi ha aperto un'indagine sul caso: il pm titolare è Raffaele Casto. Intanto, la signora protagonista - suo malgrado - della surreale vicenda si è nuovamente sottoposta a intervento di surrenectomia, stavolta alla ghiandola giusta.

L'errore iniziale: indicato il surrene sano

La vicenda ha inizio nel dicembre 2022, quando la signora si presenta - in seguito a differenti problemi di salute - presso l'ospedale "Camberlingo" di Francavilla Fontana. I controlli proseguono, anche quelli di routine, e, su consiglio medico, si sottopone a una tac. Viene eseguita il 22 marzo 2023. Il referto gela il sangue: "Il surrene destro è sede di formazione espansiva nodulare solida disomogenea con diametro di circa 4 cm e disomogeneo potenziamento post contrastografico di natura sospetta e da approfondire". Il sospetto ha un nome che fa paura: tumore. Il 18 maggio 2023 viene visitata con urgenza presso l'ospedale "Perrino" di Brindisi. Nel referto si parla di "neoformazione ovarica dx (destra, ndr), eseguita con tc addome con mdc con riscontro di lesione surrenale dx (destra, ndr) di 4 cm con disomogeneo potenziamento postcontrastografico". Nelle conclusioni, però, si consiglia "intervento di surrenectomia sin (sinistra, ndr)".

Nessuno si accorge dello "scambio"

Un mero errore materiale, sì, un refuso, ma sulla pelle di una paziente. Un errore che sarà reiterato una prima volta il 20 giugno 2023, in un'altra diagnosi presso lo stesso ambulatorio del "Perrino". Il 4 luglio viene prenotato l'intervento, che si concretizzerà il 5 settembre 2023. Nel mentre, una serie di esami a cui viene sottoposta la signora. Il refuso diventa tragedia. Nella denuncia si legge che l'équipe che ha eseguito l'intervento ha "omesso qualsiasi rivalutazione dell'esame, fidandosi del referto del 18 maggio 2023 senza verificare quale fosse il rene sul quale era effettivamente presente la formazione nodulare". Anzi, in fase di pre-ricovero sono stati condotti alcuni esami, "eseguiti e allegati (nel diario clinico, ndr), ad eccezione della tac addome, della quale non vi è alcuna traccia, né tanto meno risulta allegata" quella che la signora ha effettuato il 22 marzo 2023. Nella denuncia viene specificato che l'équipe "ha omesso di eseguire ogni e qualsiasi verifica in ordine alla corrispondenza del referto" stilato in precedenza.

"Abbiamo rimosso il surrene sbagliato"

"L'errore non è stato notato neanche durante l'intervento ma è risultato evidente soltanto una volta proceduto alla surrenectomia ed effettuati gli esami istologici, dai quali è emerso che si trattava del rene sano". Ovviamente, in quel momento la signora ancora non può saperlo. In effetti, 15 giorni dopo l'intervento, la figlia viene chiamata dall'ambulatorio. Devono parlarle con urgenza. Anche la signora si reca con lei all'appuntamento. Vengono gelate nuovamente: un medico "disse chiaramente alla sottoscritta che, in seguito all'esame istologico, si sono accorti di avere sbagliato l'intervento e che invece di operare sul rene destro avevano operato sul rene sinistro. Si scusò e disse che aveva già informato il direttore sanitario dell'ospedale dell'accaduto. Continuava a scusarsi e mi riferì che - da quel momento in poi - sarei stata seguita con la massima attenzione e avrei avuto la priorità nella cura e controllo del rene destro".

Indaga la procura di Brindisi

Come detto, la signora si è dovuta sottoporre nuovamente a un secondo intervento. E ovviamente chiede giustizia. Infatti, assistita dalla sua legale - l'avvocato Sandra Di Monte -, ha sporto denuncia nei confronti di due medici dell'ospedale brindisino "e contro chiunque altro sarà individuato e ritenuto responsabile per il reato di cui all'articolo 590 del codice penale (lesioni personali colpose, ndr) e per tutti i reati che l'autorità giudiziaria competente ravviserà nei fatti sopra esposti. Con espressa richiesta di punizione e con riserva di costituirsi parte civile nello instaurando procedimento penale". Toccherà all'indagine della procura accertare le responsabilità di quanto accaduto.

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