Migrante picchiato mentre cercava lavoro: denunciati padre e figlio

Si tratta di un 46enne e di un 23enne. Identificati dai carabinieri, devono rispondere dei reati di lesioni e sequestro di persona

TORRE SANTA SUSANNA  – Padre e figlio, rispettivamente di 46 e 23 anni, sono i presunti responsabili dell’aggressione a un 22enne del Mali avvenuta venerdì scorso, 21 febbraio, nelle campagne di Torre Santa Susanna. I due, identificati dai carabinieri della stazione di Torre Santa Susanna, verranno denunciati alla Procura della repubblica di Brindisi per i reati di lesioni e sequestro di persona. 

La vittima, dimessa dall’ospedale di Francavilla Fontana con 20 giorni di prognosi per una ferita lacero contusa alla testa, era in giro alla ricerca di lavoro. Giunto presso un’abitazione in costruzione, si è rivolto a due operai lì presenti, ossia padre e figlio.  Questi, dopo aver fatto accedere il ragazzo nel giardino dell’abitazione in costruzione, l’avrebbero colpito al volto con un pugno e successivamente in testa con un bastone di ferro. Immediatamente il ragazzo, che aveva raggiunto quella zona in bicicletta, è scappato a piedi per le campagne raggiungendo la strada principale, dove è stato soccorso da un automobilista che l’ha condotto presso la casa di prima accoglienza situata a Torre Santa Susanna, in cui vive.

Successivamente il ragazzo ha raccontato la sua versione dei fatti ai responsabili del centro, dai quali è stato accompagnato all’ospedale di Francavilla Fontana per essere visitato. I militari dell’Arma, informati dal nosocomio dell’avvenuta aggressione, hanno raggiunto il ferito e hanno raccolto la sua denuncia. Il giorno seguente, dopo la dimissione dall’ospedale, i carabinieri, al fine d’identificare il luogo dell’aggressione, hanno ripercorso la strada insieme al ragazzo, riuscendo in un successivo momento ad identificare i due aggressori.

Non si conosce ancora il movente dell’aggressione. Il 46enne è stato condannato nel 2014 per associazione di tipo mafioso (seguito operazione Canali del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Brindisi) e nel 2019 per riciclaggio. Il figlio risulta incensurato.

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