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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Depuratore: nascono due comitati a difesa dell'oasi. Sabato manifestazione

In risposta all'entrata in funzione del depuratore di Torre Guaceto, con conseguente sversamento di una sostanza schiumosa nella riserva naturale, si sono costituiti in questi giorni due comitati per la difesa dell'oasi protetta, che hanno indetto una manifestazione per sabato prossimo, 4 ottobre, sulla spiaggia di Punta Penna Grossa

BRINDISI - In risposta all’entrata in funzione del depuratore di Torre Guaceto, con conseguente sversamento di una sostanza schiumosa nella riserva naturale, si sono costituiti in questi giorni due comitati per la difesa dell’oasi protetta, che hanno indetto una manifestazione per sabato prossimo, 4 ottobre, sulla spiaggia di Punta Penna Grossa. Si tratta del “Comitato nazionale per la tutela Torre Guaceto” e del “Comitato per la salvaguardia di Torre Guaceto”. Entrambi i movimenti si sono dati appuntamento per le ore 15 di sabato nel parcheggio della spiaggia.

L’assemblea costituente del comitato nazionale, riunitasi lo scorso 30 settembre nella borgata di Serranova (Carovigno) ha investito il professore Elio Lanzillotti del ruolo di coordinatore. Riguardo l’attivazione del depuratore consortile di Bufalaria, il comitato esprime: “Grande sdegno per la palese e L'assemblea costituente del comitato nazionale a a salvaguardia di Torre Guaceto-2incomprensibile violazione della legge istitutiva dell’area protetta posta in essere con l’attivazione del depuratore ed auspica che la magistratura faccia piena luce su quanto accade anche in considerazione del gravissimo fatto che a causare il disastro ambientale a Torre Guaceto sono stati soggetti pubblici”.

 E poi “Forte perplessità per la mancata emissione da parte dei sindaci di Carovigno e di Brindisi di ordinanze di blocco immediato del depuratore di Carovigno per motivi di salute pubblica”; “Indignazione Per l’assoluta vergognosa indifferenza delle associazioni ambientaliste Wwf e Legambiente riguardo a una catastrofe ambientale che sta indignando l’intera nazione”; “Stupore per la totale assenza della presidente del consorzio di gestione, Mariella Milani, che non ha inteso emettere comunicati stampa su quanto accaduto, non ha convocato un Cda straordinario, non è venuta a Carovigno” (nella foto in alto, un momento dell'assemblea costituente)

Sulla stessa lunghezza d’onda si pone il secondo comitato, nato in seguito a una serie di incontri svoltisi nella seda di Brindisi del sindacato Cobas e nella borgata di Serranova. In vista della manifestazione del 4 ottobre, il movimento sta organizzando dei “momenti di informazione sulla minaccia in corso, laboratori per bambini musica e altro”. Il comitato ha dato vita a un profilo Facebook e a un indirizzo di posta elettronica (giulemanidatorreguaceto2014@gmail.com) attraverso i quali chiunque potrà fornire i propri suggerimenti per rendere ancora più coinvolgente l’appuntamento di sabato.

Il depuratore intercomunale di BufalariaIl comitato contesta la realizzazione “di uno scarico fognario in piena area marina protetta”, assimilando tale decisione a quella (poi rientrata) di realizzare un impianto di compostaggio in contrada Serranova. “Vanno invece sostenuti – si legge in un comunicato stampa del comitato - quei soggetti e progetti che hanno costruito una buona pratica di ecocompatibilità nella riserva di Torre Guaceto tra percorsi di educazione ambientale, la difesa degli ulivi centenari, le coltivazioni biologiche, le iniziative culturale inserite nel paesaggio, il prelevare il giusto dal mare, l’alimentare un turismo oggi definito ‘consapevole’”. 

Proseguono intanto le inchieste della Procura di Brindisi sullo sversamento di liquami nelle falde dei Comuni di Carovigno, San Vito dei Normanni e San Michele Salentino e sull’entrata in funzione del depuratore. Sul primo fronte, sette persone sono finite sul registro degli indagati per una serie di condotte che avrebbero ritardato l’attivazione dell’impianto,  facendo sì che si continuasse a sversare fogna nelle cavità carsiche. La seconda inchiesta è stata invece avviata la settimana scorsa, in seguito a due informative presentate dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Capitaneria di porto su una serie di irregolarità riguardanti l’entrata in funzione del depuratore. Entrambi i procedimenti sono seguiti dal pm Antonio Costantini.

Sul versante amministrativo, lunedì scorso, in Regione, si è svolto un incontro nel corso del quale Acquedotto Pugliese, proprietario del depuratore, ha rassicurato i Comuni di Brindisi e Carovigno e il consorzio di gestione dell’Oasi, spiegando che la fuoriuscita di una sostanza schiumosa dai tubi di scarico dell’impianto era una fenomeno fisiologico nei primi giorni dall’entrata in funzione dell’impianto. Adesso si è in attesa di conoscere l’esito degli esami di laboratorio effettuati sui campioni prelevati nell’oasi. 

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